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Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
lunedì, 16 aprile 2007

Inter Palermo 2-2

Ovvero la (quasi) vendetta di un emigrante.

Signori miei, ieri sera ho quasi toccato il cielo con un dito. Ero reduce da due intensi avvenimenti, dei quali ho già parlato in altri blog, la Monferrata, e il cenacolo/pranzacolo.
Ammetto che il pomeriggio, tra privazione di sonno, e fumi alcolici, il mal di testa mi stava assalendo. Imbottito di analgesico mi avvio all'appuntamento con mio cugino, studente bocconiano, anche lui domiciliato in Milano.
Dopo aver ritirato agli accrediti i nostri biglietti, ci sediamo sui nostri bei posti di tribuna. Ero decisamente troppo stanco per raggiungere i supporter rosanero nel settore ospiti. L'idea di vedermi la partita in piedi, cantando a squarciagola, non mi allettava molto. Ero anche rassegnato a vedere la grande Inter sovrastare il piccolo Palermo. Mi stavo solo godendo la soddisfazione di poter essere alla "scala del calcio". Mi sarei anche accontentato, ma con un guizzo geniale, il pur incostante Caracciolo, al terzo minuto segna! Che posso dire? Dimentico di essere praticamente circondato da supporter interisti, sono esploso in un urlo incontenibile, un misto di gioia, di commozione. In quell'urlo ho messo tutto il sentimento di nostaglia, di amore infinito per la mia terra. La rivalsa di quel senso di tristezza e rabbia, che talvolta ci coglie, quando in mezzo alla nebbia, proviamo nostaglia per la nostra amata/odiata terra. La piccola Palermo, che ammutolisce i supporter dei  campioni d'italia! E in mezzo al silenzio della tribuna, due palermitani che urlano di piacere. D'accordo la sto romanzando un poco. In realtà, oltre al settore ospiti, penso che lo stadio fosse pieno di palermitani "milanesi", mimetizzati opportunamente nei vari settori dello stadio. Tant'è che nella mia percezione le urla di piacere sono venute da tutto lo stadio!
E già questo, anche solo 5 minuti davanti all'Inter, mi avrebbero ampiamente soddisfatto. Andare in vantaggio, goderselo per un poco, per poi essere sovrastati, era messo in conto. Ma mi ero fatto male i conti. L'Inter non c'era. Stupita forse da quel gol a freddo, la squadra di casa è sembrata incapace di reagire, tant'è che il Palerrmo raddoppia al 46'! E' stato più di quanto potessi sopportare. Ho perso i miei ultimi residui di voce proprio per quel secondo gol. Ho ancora, a più di ventiquattro ore di distanza, la voce afona. Il gol di Zaccardo mi ha portato in paradiso. Durante l'intervallo la mia mente si affolla di sogni di gloria, di riscatto.
Ormai sognare è lecito, basta accontentarsi. Chi lo avrebbe mai detto. Il Palermo in testa di due gol dopo il primo tempo!
Purtroppo l'Inter non è più quella sciupona di un tempo. E' stata capace di reagire, di riorganizzarsi. Il Palermo non riesce, durante il secondo tempo, a chiudere il match con un terzo gol. E l'Inter, con una reazione esemplare, riacciuffa il risultato. Alla fine sono tutti contenti, gli interisti, che hanno avuto la conferma della qualità della loro squadra, e i palermitani, che razionalmente, sapevano benissimo che un punto al Meazza sarebbe stato un punto trovato. Ma il mio cuore rosanero piange per il sogno infranto. Per l'occasione perduta. Nonostante la ragione mi sia contro, io penso ai due punti persi, non al punto guadagnato.
Stanco all'inverosimile, senza voce, nella calda notte milanese, mi sono riavviato verso casa. Verso il meritato riposo. Verso nuove storie.


postato da emanuelemanco alle ore 22:35 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: milano, palermo

lunedì, 16 aprile 2007

Crossover

Nello scorso settimana sono stato molto impegnati. Tre impegni hanno monopolizzato il mio tempo libero.
Sabato sono stato alla Monferrata. Domenica al Cenacolo, anzi al Pranzacolo, e domenica sera alla partita Inter-Palermo.
Poichè sono stato invitato a postare sul blog della Monferrata, e già posto sul Cenacolo, mi sono detto:  "Perchè non fare un post Crossover". Il crossover è un espediente narrativo molto usato negli USA, in particolare nei fumetti. L'idea è quella di una storia trasversale, che comincia magari in un albo apposito, continua nella serie di un personaggio, per esempio "L'uomo ragno", e poi anche in altre serie, per esempio "i Fantastici Quattro". Lo scopo commerciale è quello di attirare i lettori di una serie verso altre serie, cercando di incrementare le vendite delle serie più deboli. DI solito le grandi case americane, Marvel e Dc, propongono ai propri lettori un "crossover" all'anno. Quest'anno la Marvel ha realizzato il crossover "Civil War".
Imitando tale artifcio io scriverò un post che comincia stasera in questo blog, continuerà nel blog della Monferrata, proseguirà nel blog del Cenacolo, per concludersi poi di nuovo qui, sul mio blog.
Quindi vi invito a cliccare qui, per cominciare a leggere il racconto della Monferrata.
postato da emanuelemanco alle ore 21:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: palermo, cenacolo, monferrata

venerdì, 06 aprile 2007

BUONA PASQUA

BD753-Pasqua Svizzera-
postato da emanuelemanco alle ore 10:46 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

lunedì, 02 aprile 2007

Film : 300

Recensioni - Storico

300

Regia di Zack Snyder

300millerE' da qualche tempo che il cinema trae ispirazione dal fumetto.  Credo sinceramente che il fumetto sia una forma compiuta di comunicazione, con un suo specifico, non un "genere". Possono esistere buoni fumetti e cattivi fumetti. E credo che sia ora di finirla di usare i termini "fumetto" o peggio "fumettone", in modo dispregiativo.
La prova ne sono autentici capolavori narrativi, raccontati mediante il media fumetto. Così era il fumetto da cui questo film trae ispirazione. La storia, vera, dei 300 spartani, comandati dal re Leonida, che affrontarono un soverchiante esercito persiano, uscendone sconfitti dopo due giorni di intensi combattimenti. Il loro sacrificio permise tuttavia ai greci di unirsi contro il comune nemico, e quindi a sconfiggerlo alla fine.  Questa storia era stata raccontata dal cartoonist Frank Miller in una pregevole graphic novel. Miller è uno dei più geniali autori statunitensi. Autore di memorabili cicli di storie di Daredevil, delle miniserie, "Dark Knight Returns" e Batman: year one. Autore anche delle storie noir del ciclo di "Sin City. Il cinema ha corteggiato a lungo Frank Miller. Eroi come Darkman e Robocop sono ispirati alla visione milleriana del supereroe. Ma come per tutti i geni, il rapporto con le major hollywoodiane è stato sempre fonte di frustrazione per Miller.  Il suo apporto ai film "Robocop 2 " e "Robocop 3", è stato talmente stravolto che lo stesso Miller avrebbe preferito non comparire nei credits dei film. Pur tuttavia, in tempi più recenti, Miller ha ripreso a collaborare con il mondo del cinema. Rodriguez ha proposto una versione di "Sin City", sicuramente molto fedele all'originale, coinvolgendo Miller nel processo produttivo. Così è avvenuto anche per questo, bellissimo 300.
Il cinema, lo osserviamo negli ultimi anni, sta saccheggiando a piene mani nel bacino fumettistico di storie e di invenzioni. Talvolta piegando le storie ad un diverso modo di comunicare. Talvolta i risultati sono qualitativamente discutibili. In questo caso il cinema mette molto poco di suo. Le tecnologie digitali sono asservite alla narrazione in questo caso, atte a restituire allo spettatore cinematografico le stesse surreali emozioni della lettura del fumetto. Anche l'uso della voce fuori campo come didascalia è lo stesso che nel fumetto. Inoltre il film, nelle parti non aggiunte apposta per il film, è fedele al fumetto inquadratura per inquadratura. Un lavoro immane, immagino il regista attento persino alle posture degli attori! Il risultato è una intensa cavalcata nell'immaginario. Ma anche se immaginifica, questa visione della "Storia" a mio giudizio non è infedele alla sostanza delle cose, pur essendolo nella forma. Anche la trasfigurazione delle figure persiane, che tante polemiche ha suscitato, è funzionale alla visione di chi, difendendo la propria patria, non può che vedere come mostruoso il proprio invasore.  La visione "politica" del film può sembrare superficiale. Chi vede nei greci che affrontano i persiani, una metafora degli stati uniti all'attacco dell'iran secondo me sbaglia. La metafora è semmai contraria. Vedo più analogie tra l'america di Bush e la Persia di Serse che non altre. In fondo parliamo di un piccolo esercito contro un altro numericamente superiore. Cioè del coraggio di affrontare una battaglia persa. E questo non mi pare molto Bushiano, tutt'altro.
Ma anche le parti aggiunte per il film sono funzionanti. Se sicuramente certe parti non avrebbero funzionato nel fumetto, le aggiunte, di situazioni e personaggi, danno il senso di un intreccio fondamentale in un racconto di oltre due ore. Le musiche sono ottime e ben "nascoste", lo scopo principe di una buona colonna sonora. Emergono quando devono emergere, e si nascondono quando è necessario. Sono anche un ottima colonna sonora per la lettura del fumetto, che , se non lo avete ancora fatto, DOVETE leggere.
Come è consigliabile vedere questo film. Un buon esempio, non solo di ottimo adattamento da un fumetto, ma di ottimo adattamento da un diverso modo di raccontare in generale.

Recensito anche su pordemovie



postato da emanuelemanco alle ore 11:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni

domenica, 01 aprile 2007

LIBRI : LUNGO I CALLI DEL TEMPO

(pesce di aprile 2007)
Una sola parola. Finalmente! Dopo i due prestigiosi premi Urania,copertina "Lungo i vicoli del tempo" e "Le nebbie del tempo", Lanfranco Fabriani ci degna finalmente del terzo capitolo della saga dell'UCI.

A dire il vero molti pensavano che dopo i favolosi successi dei primi due romanzi, che Fabriani avesse cominciato a manifestare manie di grandezza. E' recente la notizia che Fabriani abbia rovesciato addosso a Steven Spielberg un piatto di fettuccine, dopo avere ascoltato la sua "bislacca"  (parola di Fabriani) idea per un film sui suoi romanzi. La notizia dell'imminente pubblicazione in USA ha poi inferto un duro colpo alla ragione dello scrittore. Prova ne è questo romanzo che è una esaltazione della sua figura e della sua personalità. In questo romanzo il ben noto Mariani, sempre coadiuvato dalla sexy Marina Savoldi, deve affrontare, in puro stile X-men, un autentico supercriminale, chiamato, guardacaso, Doge Fabrianus. In realtà uno scienzato dell'anno 3500, innamorato della Venezia dei dogi, che cerca di ottenere il dominio dei tempi passati, presenti e futuri, proprio dalla bellissima città lagunare.
Il culto della personalità di Fabriani è evidente anche dalla copertina, imposta con il ricatto al curatore di Urania, Giuseppe Lippi, che, interrogato sull'argomento preferisce tacere.
Che dire ancora? Il romanzo va letto. Come tutte le opere di Lanfranco, ha sicuramente un'ottima leggibilità e scorrevolezza. Un ottimo prodotto di genere. Dimenticavi del nome del supercriminale e della pomposa copertina e avrete un godibile romanzo.

"Lungo i calli del tempo"
Urania 1503 - Mondadori

Recensito anche su il leggio
postato da emanuelemanco alle ore 10:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: fantascienza

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Nome: Emanuele Manco
Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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