Lo strano caso di Infect@.
Gli aspiranti scrittori di fantascienza italiana hanno una buona occasione per pubblicare. Ossia partecipare al premio Urania. Su 12 uscite annuali, almeno una è sicuramente riservata a un autore italiano. Ossia il vincitore del premio. E, fino a qualche tempo fa, questa era l'UNICA occasione riservata agli autori di lingua italiana. Con l'eccezione di Valerio Evangelisti, forse. Ogni regola ha però sempre. e comunque, le sue doverose eccezioni. Il nuovo corso di Urania sembra avere aperto nuovi spazia agli autori italiani. Dopo avere quindi doverosamente pubblicato il romanzo vincitore dell'edizione 2006 del premio, ossia Stella Cadente di Alberto Costantini, la Mondadori ha deciso di pubblicare il secondo classificato, giudicabile anch'esso di pubblicazione, ossia Infect@ di Dario Tonani.
Ho intitolato questa recensione, "lo strano caso di Infect@". Non è uno strano caso per l'eccezione alla regola. Lo è in virtù di una serie di riflessioni che sono state scatenate dalla lettura del romanzo. Ma andiamo con ordine. Il romanzo è una avvicente cavalcata nei più conosciuti stilemi di genere. Ho detto conosciuti, non scontati. Forse a un lettore più navigato gli espedienti narrativi e certi dialoghi non saranno apparsi nulla di originale. Ma la miscela funziona, come sempre vale la regola per cui, non conto quello che dici, ma come lo dici. La vicenda è ambientata in una Milano prossima ventura. C'è una nuova droga nel futuro. I +toons, cartoni animati, visti attraverso lenti speciali, che provocano stati di allucinazione fin troppo reali e realistici. L'ex poliziotto Cletus viene fortunasamente in possesso di un tera disc contente un terribile segreto. E che si trova costretto alla fuga, inseguito da letali cartoons, per salvare la propria vita e quella di Magda, sua compagna di fuga. Ci sono poi altri personaggi coinvolti nella vicenda, quali il poliziotto Montorsi, il terribile gangster Darko, e l'ing. De Nerbi, che con il suo fallimento personale, a mio avviso, rappresente la sconfitta della tecnologia intesa come salvifica del destino umano. E infatti non vi è riscatto. Lo sfondo è una Milano insozzata da cumuli di spazzatura e polvere di cartoon. Dove i cartoon dominano la scena con allucinante onnipresenza. Una versione futura e degradata del mondo di Roger Rabbit insomma. In effetti già ai tempi Cartoonia mi sembrava tutt'altro che una utopia. Questa proiezione futura sull'avvento di cartoonia sulla terra, non fa che confermare le mie impressioni iniziali. All'apparenza quindi niente di così nuovo nelle pagine del romanzo. Ma il tutto funziona. Mi sono sorpreso, leggendo in più sedute il romanzo, di come fosse facile, dopo poche parole, essere completamente immerso nella vicenda e nell'ambientazione. Il merito è di una prosa dettagliata e curata. Anche se i dialoghi talvolta sono autentici clichet. Ma alla fine, per un opera di genere, non sono grossi difetti. E qui veniamo alle riflessioni suscitate dalla lettura. Ossia che un romanzo del genere nulla abbia da invidiare ai prodotti da libreria, quei famigerati "techno thriller" (scusatemi l'uso di questa odiata locuzione), che pur contenendo fantascienza, vengono promossi dalle case editrici con il distinguo "non trattasi di banale fantascienza". Cosa ci sia di banale nella fantascienza lo sanno solo gli addetti al marketing. A questo punto però, non capisco perchè un prodotto come Infect@ non potesse godere di una pubblicazione cartonata, e di una promozione degna di questo nome. Non sarà un capolavoro, ma è un prodotto godibile e vendibile. Ne è assolutamente consigliata la lettura. Spero poi che Dario non abbandoni completemente il genere fantascientifico, o comunque che, se proprio scriverà noir in futuro, non rinunci a qualche elemento tecnologico. E' molto a suo agio con l'infodump, mascherato abilmente nella vicenda. Sarebbe un peccato che ci rinunci completamente a causa della pavidità dell'editoria italiana nei confronti della terribile parola "fantascienza".
Dario Tonani,
Infect@ (2007) -
FANTASCIENZA - Mondadori - Urania - 2007 -
pagine 304 -
prezzo 3,90 euro
Recensione pubblicata anche su il leggio