Typewriter With Picture Of Woman's Face On Paper  

Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
giovedì, 26 luglio 2007

sVista

Ci avrei rinunciato volentieri a sVista. Ma il nuovo portatile "aziendale" (l'azienda sarei io in quanto partita iva), comprato in leasing, ha sVista già installato. Che poi non è orribile per partito preso. Ha ancora tutti i problemi di instabilità di un sistema nuovo. Oltre che delle idiosincrasie sulle quali devo indagare. Come le tre conferme tre che mi chiede, per esempio, per la banale copia di un file. In quanto utente professionale, e in quanto amministratore del pc mi aspetto un minimo di controllo. Invece nisba. Presunzione di colpevolezza. Questo da l'impressione di un sistema sicuro, ma il mio amico della polizia postale mi ha detto di falle che avrebbe trovato che lo rendono addirittura peggiore del precedente. Quindi sarebbe solo un tentativo di M$ di fare apparire il sistema più sicuro di quanto non sia. Non ho tempo di fare verifiche approfondite. Mi sono limitato a seguire il suo generico consiglio di installare un firewall non M$ e l'antivirus, ma queste sono banalità, l'avrei fatto in ogni caso. La mia impressione generale è che si tratti di un XP più "impupato" graficamente. Fatto è che non 1GB di ram e 256 di ram video il sistema funziona un po' a scatti. Levando scintillii ed effetti speciali le cose vanno meglio.
Al primo avvio il sistema si è inchiodato più volte. L'antivirus ha crashato al primo avvio.
Ogni programma che accede alla rete è visto come un nemico, ma in maniera silente.
Mulo, guardiano del pero, firefox, client ftp erano bloccati, perchè potenzialmente pericolosi, ma senza chiedere nulla. Questo perchè il firewall di M$ come default blocca senza chiedere!
E naturalmente l'opzione corretta l'ho trovata seminascosta tra altre. Messo un altro firewall l'ho potuto "addestrare".
Second Life non funzionava, perchè il driver video non era aggiornato. Non era colpa di Vista, bensì della Acer. Ma il driver ufficiale non si installava, dopo mille conferme, il nuovo driver era identificato come una minaccia al sistema. Dopo 10 tentativi, non so ancora come e perchè, l'aggiornamento è andato a buon fine. Vorrei dirvi che so perchè... Ma non lo so.
Insomma essendo il pc per me uno strumento di lavoro, il tempo perso, anche qualche ora, è seccante. Ma purtroppo ogni nuovo salto comporta questi problemi.
C'è da dire che sVista a parte, ho inaugurato la nuova politca dell'uso di software libero.
Ho installato OpenOffice, Firefox, Thunderbird. Per il lavoro di sviluppatore ci sono poi tool free che sto valutando.
Putroppo sono vincolato a macchine M$ per il lavoro. Ho un progetto di rivatalizzazione di un vecchio pc con ubuntu. Ma questa è storia che forse comincerà a settembre.
postato da emanuelemanco alle ore 08:42 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: computer, autoreferenziale, windows vista

lunedì, 23 luglio 2007

Libri: Giungla di Cemento di Charles Stross

giungla di cementoIl romanzo ha poche idee. Qualitativamente interessanti, portate avanti però con un stile un po' disordinato e poco agile. Sembra incredibile che un romanzo breve riesca a smorzare la tensione. Eppure Stross è prolisso in technobabble, e scarno nell'intreccio. Data la lunghezza del romanzo sarebbe stata auspicabile un po più di "polpa" nella storia. Invece in alcuni tratti gira un po' a vuoto. Cosa che in un romanzone di 400 pagine è perdonabile, ma non auspicabile. Ma in un romanzo breve è ingiustificabile. Rimane la forza di una idea che avrebbe meritato maggiore respiro e più dettaglio.



Charles Stross
Giungla di Cemento

129 Pagine
codice ISBN-13:
9788889096611
Editore:
Delos Books

Commento pubblicato anche su il leggio
postato da emanuelemanco alle ore 15:06 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: fantascienza

sabato, 21 luglio 2007

Disapppunto

Mail inviata a Vittorio Zucconi , direttore di repubblica on line.

Vi posso mandare cordialmente a quel paese?
Insomma! Ci saranno cose più importanti nel paese e nella vita. Ma lo strilllo in home page del finale di Harry Potter mi ha provocato un po' di disappunto. Ci sono notizie per le quali ci indigna, giustamente, e sono le notizie serie. Il vostro sciacallaggio mediatico però provoca disappunto. Una cordiale incazzatura. Quella di chi vorrebbe leggersi un libro in santa pace. Senza che l'amico minchione a lato gli racconti chi è l'assassino. Siti simili al vostro hanno messo un link. Voi no! Titolone impossibile da non vedere.
Sarà perchè Salani non è nella vostra parrocchia editoriale?
Lo so che non mi risponderà, non sia mai che un umile lettore possa avere voce in capitolo. Ma io sono anche il vostro capitale, credo di essere datore di lavoro tanto quanto il vostro editore, e merito rispetto.
Cordiali Saluti
Emanuele Manco
postato da emanuelemanco alle ore 08:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: harry potter, stampa

giovedì, 19 luglio 2007

19 Luglio 1992

19 Luglio 1992
"A meno di due mesi dalla strage di Capaci, in cui ha perso la vita  Giovanni Falcone, anche il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti  della sua scorta sono uccisi da un'autobomba, in via D'Amelio, nel 
pieno centro di Palermo."

Ehm... Via D'Amelio non è così centrale comunque. Neanche periferica.Ma non è in quello che comunenemte s'intende "centro" di una città. E' una zona relativamente nuova, popolata  negli anni
'60-'70. Con una densità di popolazione media. Una via con due accessi, troncata in due pezzi da bizzarrie del piano regolatore. Il punto esatto dello scoppio è qui. Non conosco abbastanza Milano per fare paragoni. Immaginatevi un quartiere che negli anni 50 era campagna della vostra città. A mia opinione l'estensore dell'articolo ha peccato un po' della solita retorica di quando si parla di questi avvenimenti. Ma comunque sposta di poco i termini della questione. Io abitavo nel 1992 in una via non molto lontana, via Marturano. Quel giorno non ero a Palermo, in quanto militare in turno di  servizio a Trapani. Ma mi raccontarono che il botto si sentì per tutta la città. Via D'amelio fu devastata come mai avevo visto dal vero. Ci passai la domenica successiva, in permesso, per una fiaccolata di cittadini del quartiere.
Dopo quei giorni, si sbloccò l'iter che di lì a poco mi avrebbe visto impiegato, come migliaia di altri militari, nella missione "Vespri Siciliani", che consisteva nell'utilizzo dei militari di leva  come presidio nei punti "sensibili" del territorio. Ossia carceri, abitazioni di magistrati e poliziotti, caserme e luoghi pubblici in generale. Questo avrebbe consentito alle forze di polizia di concentrarsi sul lavoro investigativo, delegando di fatto alle forze armate il compito di presidio del territorio. Di quella missione si era già sentito parlare dopo l'altro devastante attentato di quell'anno, il 23 maggio, a Giovanni Falcone. Ma solo dopo il secondo attentato si attuò il progetto.
Sono passati 15 anni da quel giorno. Fanno tutti a gara per ricordarcelo. Io non ho parole da spendere. Non sono nessuno. Voglio solo farvi sapere che oggi me lo sono ricordato anche io.




postato da emanuelemanco alle ore 14:11 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: mafia, palermo, autoreferenziale

martedì, 17 luglio 2007

AVIS

Sabato, spinto da una iniziativa benefica, promossa da un socio dello Star Trek Italian Club, medico AVIS, ho finalmente donato il sangue. Avevo già provato l'anno scorso a farlo, in una analoga iniziativa. Putroppo alcune non ottimali condizioni di salute me lo avevano impedito. In effetti quel tentativo di donazione ha innescato una serie di meccanismi virtuosi, che mi hanno consentito di riprendere il controllo della mia salute. Basti dire che un anno fa pesavo 88 kg, mentre ora ne peso 78. Con dei valori assolutemente nella norma, quest'anno ho potuto quindi effettuare la donazione. Ero evidentemente un po' teso. Ma anche l'elettrocardiogramma è stato più positivo. Il personale AVIS è competente e accogliente. Non lascia nulla al caso. Anche questa volta è stato così. All'inizio del prelievo sentivo l'ago fare un po' male. Ma era il mio braccio a essere teso, a opporre una inutlle resistenza. Mi sono rilassato e il dolore è sparito subito. Durante il prelievo poi ho cominciato a sentire un po' ovattato. Vedevo anche un po'  "fosforescente". Ma non mi sono lamentato. Invero anche se avessi voluto non ne avrei avuto il tempo. Il competente staff medico mi ha letto in viso i sintomi di un fisiologico calo di pressione. Immediatamente, con prontezza, ma senza panico, il mio seggiolino è stato reclinato. Nel frattempo il sangue continuava a riempire la sacca, e la mia mano continuava ritmicamente a stringere e rilasciare la pallina di spugna. Mi hanno dato subito un po' di zucchero. Mi hanno serenamente rassicurato. Invero non ho avuto panico. Incoscienza? Non credo. Non pensavo sinceramente che ci fosse qualcosa di veramente anomalo. E poi la presenza di tanta cordialità, unita alla necessaria professionalità, mi metteva a mio agio. Non sempre il medico professionale è anche cordiale. Ma in questo caso si sono coniugati due aspetti che la vulgata vorrebbe scissi. La soddisfazione è stata che, nonostante il momento di crisi, la mia sacca di sangue si è regolarmente riempita. La missione è stata compiuta. Quando una delle dottoresse me lo ha detto, mi sono sentito bene. Confesso di essermi quasi commosso. Non so che dire. Non vorrei sembrare retorico. Il decorso post prelievo è stato monitorato. Avrei voluto alzarmi prima. Ma ho aspettato che il personale medico mi desse il via libera.
Mi sono quindi lentamente avviato a un meritato ristoro. Ho poi salutato Bruno, il medico di cui sopra e ringraziato il cordiale staff, che invero ringraziava me per la donazione. In questo clima di ringraziamenti reciproci mi sono riavviato verso casa lemme lemme.
Non vorrei fare paternali retoriche, ma invitarvi a donare sangue. Per maggiori info cliccate qui
La mia esperienza personale mi porta a dire che donare mi abbia dato più di quello che mi ha tolto.
postato da emanuelemanco alle ore 12:42 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: avis, autoreferenziale

giovedì, 05 luglio 2007

Film: Transformers

recensioni, fantascienza

TRANSFORMERS

Regia di Micheal Bay

Ci sono registi che sono una garanzia. Alcuni garantiscono qualità. Altritransformers1_800 garantiscono ciofeche. Micheal Bay l'ho sempre ascritto alla seconda categoria. Non che i suoi film non fossero spettacolari e tecnicamente ben fatti. Tutt'altro. Ma ho sempre odiato la sua retorica tutta stelle e strisce e torta di mele. Un regista che parla, con la tecnica degli anni '90/2000, con la lingua degli anni '80. . Non ho potuto sopportare "Armageddon", fracassone, confusionario e assolutamente privo di coerenza. Ho salvato, ma con molte riserve, forse solo per la presenza di Sean Connery ed Ed Harris, "The Rock". L'apoteosi della retorica di Micheal Bay si è raggiunta con il pomposo, e nonostante la profusione di mezzi, noioso, "Pearl Harbour". C'è da dire che i due Bad Boys sono pur tuttavia un buon mix di commedia e poliziesco action. Ma niente di memorabile, a mia opinione.
The Island ha parecchi difetti, mescola molti stilemi fantascientifici in una trama forse risicata, che alla fine si risolve in lungo, estenuante, inseguimento. Ma c'erano margini di miglioramento.
Con queste premesse, Transformers è quasi una sorpresa. Non che manchino le solite scelte di Bay. Ossia i soliti marines cazzuti, i "ralenti", i soliti fumogeni che indicano ai soliti elicotteri il target, illuminati da una luce crepuscolare. Ma stavolta la sontuosità della produzione non si mangia il film. Attenzione, sempre di popcorn movie trattiamo. Un commosso omaggio ai giocattoli dell'infanzia della mia generazione. Quante trame di fantasia avrò inventato con gli autobots!  Il cast è bene assortito. John Voight e John Turturro, in ruoli di contorno,  si divertono un mondo a giocare con Spielberg e Bay.  Se c'è qualche difetto è nel fatto che, in fondo sono quasi tutti un po' troppo "belli", anche il ragazzino nerd. Per non parlare della bionda analista e della moretta con occhi azzurri da urlo. Ma due bellone in un film ci possono anche stare. Probabilmente il film avrebbe potuto essere un po' più corto. Il finale è veramente estenuante, pieno zeppo di inseguimenti mozzafiato. E poi, sinceramente, non ho capito perchè i protagonisti per fuggire dai cattivi scelgono una città densamente popolata anzichè spazi aperti. Forse è solo per permettere a Bay di prodursi nel suo solito fracassone finale? Comunque mi sono diveritito. Con lo stesso senso di colpa di quando bevo una Coca Cola.

Recensione pubblicata anche sul pordemovie
postato da emanuelemanco alle ore 11:35 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni, film

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Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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