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Emanuele Manco
Scritti, impressioni, opinioni.
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“Parigi, 1907. Il ritrattista Alessandro Simonetti, sconvolto dalla tragica morte della fidanzata si trova scaraventato in uno stato allucinatorio permanente, che l’artista interpreta come un’illuminazione: l’occasione per dedicarsi alla ricerca della sua arte più pura. Milano, 1908. Una serie di efferati delitti sconvolge la città. L’indagine viene affidata al commissario delle Guardie di Città Matteo de Vitalis che forma una squadra antimostro decisa a tutto pur di fermare il pericolosissimo Fante di Cuori.” Perchè leggere questo romanzo a fumetti? Perchè è dannatamente bello. Ottimi testi. Splendidi disegni. Bellissima ricostruzione d'ambiente. La storia narra di un serial killer ante litteram, delle sue cupe motivazioni, e della caccia che la polizia intraprende per catturarlo. Una storia che però non scimmiotta le ambientazioni anglosassoni. Non è la mera sostituzione dell'Inghilterra vittoriana con la Milano dei primi del novecento. Non è insomma un Jack Lo Squartatore all'amatriciana. C'è uno specifico italiano in questo romanzo. Un romanzo la cui cura documentale è superiore a quella di molti romanzi “letterari”. I disegni non sono mere illustrazioni da cartolina, ma espletano la funzione di narrazione integrandosi con efficaci dialoghi, con una sceneggiatura che non perde mai colpi, con avvicenti colpi di scena, e che non si dimentica di annodare tutti i fili lasciati pendenti. Un prodotto ottimo, assolutamente da leggere.
Romanzi a Fumetti Bonelli n. 2, annuale
Gli occhi e il buio
Soggetto, Sceneggiatura, Disegni e Copertina: Gigi Simeoni
Ho già parlato di questo libro, consigliandone l'acquisto a scatola chiusa. Ora che l'ho letto vi sottopongo la promessa (minacciata?) recensione.
Premetto che mai quarta di copertina mi sembrò più indegna del contenuto. Odio chi mi deve annunciare le sue grandi intenzioni. La frase “un investigatore hard-boiled stile classico”, è un proclama pretenzioso. Mai annunciare le proprie intenzioni. La creazione per slogan delle aspettative è un trucco di quart'ordine. Lasciate al lettore scoprire di che genere sia il romanzo. A cosa si ispira. Non prendete il lettore per
cretino. E' come se un comico prima della battuta dicesse “attenti che ora si ride”. Non si fa. Ma di tutto questo Giovanni De Matteo, ossia X, è incolpevole. Lui è l'autore. Il marketing è cosa da editori. Ogni libro ha pregi e difetti. Il maggiore pregio di questo libro è la forma ricercata. La volontà di non ridursi a una banale storiella, ma di esporre quanto più possibile delle esperienze librarie e delle idee dell'autore. E' sicuramente un libro che ha ottime pagine. Prese singolarmente sono delle autentiche esperienze. Sul fronte saggistico e dell'infodump il testo è curato. Anche se a mio giudizio alcune spiegazioni scientifiche potevano essere rese in forma più divulgativa. I paradossi della meccanica quantistica possono essere spiegati anche senza formule. Il lettore di fantascienza è avvezzo al linguaggio scientifico, ma la divulgazione è arte che si può imparare. Giovanni è un giovane autore, per cui può imparare. Anche la caratterizzazione dei personaggi manca di spessore. Ma questo è in parte voluto. L'autore attinge volutemente a caratteri ben definiti. Tanto squadrati da apparire stereotipati. E' una gabbia sulla quale alla fine racconta ciò che vuole. Un giallo, non troppo originale, che ci vuole introdurre a un universo futuro. Una napoli post apocalittica, e post singolarità. Ma quello che mi chiedo è perchè sul futuro non possa splendere un accecante sole. Tanto accecante da soffocare le persone con il puzzo della spazzatura in decomposizione. No, anche qui il futuro è umido. La spazzatura è bagnata e umidiccia. Puzza lo stesso, ma siamo davanti all'ennesima riproposizione di un futuro piovoso. La cosa mi ha annoiato da tempo. Ma è solo un espediente. Pazienza. Fa parte della gabbia sopra citata. Uno scivolone che mi ha lasciato perplesso è invece la confusione tra i gradi della polizia. Non so. Non trovo nel testo alcuna giustificazione del fatto che si mischino gradi di esercito e polizia. Nella polizia italiana non ci sono ne tenenti ne capitani. Bensì ispettori e commissari. Magari in seguito all'avvento della singolarità c'è stata una riorganizzazione dei corpi di polizia, una unificazione tra carabinieri e polizia. Non so. Ma non viene detto da nessuna parte. Mi dispiace che dopo tutto il lavoro di documentazione fatto sulle questioni scientifiche, Giovanni sia scivolato su questo. Le stesse fonti documentali potevano essere attinte per informarsi meglio sull'argomento.
Salve quindi le intenzioni, posso solo dire che Giovanni può solo migliorare. Il mestiere di scrittore si impara scrivendo. Le ingenuità di oggi saranno sicuramente superate. La stoffa c'è. Ora al talento deve affiancarsi tanta sana applicazione.
Recensione pubblicata anche su Carmilla On line
di Neil Gaiman e John Romita Jr.
Neil Gaiman è uno dei cantori degli dei moderni. O di quelle entità che,
agli occhi di chi non le comprende, divine appaiono. Il suo approccio a queste tematiche è sempre stato molto pragmatico. Sin dai tempi di Sandman, passando per American Gods, Gaiman ha sempre mostrato il lato “umano” del divino. Questa miniserie non fa eccezione. Essa riprende i personaggi inventati negli anni '70 da Jack Kirby. Un autore storico del fumetto americano. Autore e disegnatore senza eguali, ispiratore di generazioni di cartoonist. Non c'è praticamente super eroe che non sia passato sotto le sue matite. Sicuramente i suoi capolavori sono stati il Cap America degli anni della guerra, con testi di Joe Simon e l'epopea cosmica dei Fantastici Quattro, assieme a Stan Lee. Kirby era coautore. Le sue tavole rompevano tutti gli schemi del fumetto conosciuti fino a quel momento. Dopo vari dissidi lavorò con la DC Comics, per poi tornare, nei primi anni '70 alla Marvel. In quell'ultimo e fertile periodo lavorò su una serie di fumetti ispirati a "2001 Odissea nello spazio" e ideò “Gli Eterni”.
Gli Eterni sono la versione Kyrbiana del Pantheon Greco. Infatti gli Eterni risiedono sul monte Olimpo e hanno nomi che echeggiano quelli dei miti Greci. Entità dai poteri semi divini, e dalla lunga vita, percepiti come immortali dai normali essere umani, in realtà sono prodotto della manipolazione genetica delle scimmie primordiali da parte di una razza aliena chiamata i Celestiali. Le origini e una spiegazione aggiornata dello scopo dell'esistenza degli Eterni è oggetto della trama della miniserie, per cui non posso andare oltre. Posso dirvi che a contrapporsi agli Eterni c'è un'altra razza “i devianti”, anch'essa prodotto dell'ingegneria genetica dei Celestiali. Gli Eterni sono parte integrante dell'universo Marvel, e con i super eroi di questo universo hanno sempre interagito. Qui li vediamo parecchio in disarmo, confusi con l'umanità, dimentichi della loro origine. Un quadro del tutto simile a quello di American Gods. In più Gaiman inserisce i personaggi nel pieno della guerra Civile che vede i super eroi contrapposti in due fazioni. L'operazione è quindi d'autore, ma non dimentica degli stilemi della serialità. La miniserie risponde a molti interrogativi, ma apre anche enormi orizzonti a sviluppi futuri, come una serie o altre miniserie. Un succoso antipasto a mio giudizio. Spero che gli ottimi spunti non si annacquino. Cosa capitata con la miniserie 1602, i cui seguiti non sono stati all'altezza dell'ottima miniserie di Gaiman. Oltre alle buone idee la miniserie ha ottimi dialoghi, e strepitosi disegni. John Romita Jr. è sicuramente all'altezza della cosmica immaginazione del maestro Kirby. Da leggere.
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