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Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
martedì, 29 aprile 2008

25 aprile

Il 25 aprile non c'ero. Ero offline, impegnato in faccende personali. Che giusto due giorni dopo il 25 aprile gli eredi dei fascisti abbiano espugnato Roma, mi pare emblematico, E' interessante il fatto che a questo punto non hanno più scuse i signori al governo. Governo nazionale, Roma, Milano, Regione Sicilia, e molti importanti comuni e capoluoghi sono in mano loro. Potrebbero ricreare il sistema "Italia", se solo lo volessero. Lo vorranno? Ci riusciranno? Abbiamo cinque anni per vedere cosa se ne faranno di questo enorme consenso, di questa delega totale da parte del paese. Ok. Avete vinto. Fateci vedere di cosa siete capaci adesso.
postato da emanuelemanco alle ore 14:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, 25aprile

martedì, 29 aprile 2008

Voglio un biglietto

foto_alitaliaE se...
Ci presentassimo TUTTI nei vari aeroporti, e PRETENDESSIMO un biglietto A/R Alitalia, come contropartita dei 300 milioni di euro del prestito ponte?
A riprova di averne diritto suggerisco l'esibizione del modulo 730 o unico.
postato da emanuelemanco alle ore 14:07 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: politica, alitalia

martedì, 22 aprile 2008

Solidarietà leghista

La mia esperienza di siciliano da tre anni di vita a Milano mi porta a dire che, come sempre, guardando le cose da lontano si rischia di dire un sacco di cazzate.
Milano non è pattugliata da ronde leghiste, come a Palermo non ci sono sparatorie a ogni angolo della strada, o come, suppongo  la Campania non sia tutta un cumulo di monnezza.
Confondere il leghismo, con tutto il nord è una generalizzazione approssimativa.
Gli aspetti  deteriori ci sono,  ma c'è anche tanta cultura dell'accoglienza, ancora, nonostante tutto. Forse non è più la Milano di 30 anni fa, che non posso conoscere, ma la società è cambiata ovunque  nel frattempo. Non solo a Milano.
Una cosa che mi fa incazzare è la rincorsa dei media "ai padani brava gente", confusi con i "leghisti brava gente". Anche tutti i leghisti non sono merda. Anche se molti dei loro esponenti sono allucinanti. Vedi il bavoso Salvini, per esempio, che adesso va compiaciuto a Roma.  A onor del vero, quest'ultimo, almeno per ora, tronfio della vittoria, appare molto pacato nelle varie trasmissioni nazionali. Molto diverso dal bavoso tanghero che imperversava su TeleLombardia. Ma secondo me tornerà al naturale presto...
Gli altri sono noti e non li ripeto, già li conosce tutta l'italia.
C'è una cosa sulla quale mi sono trovato a riflettere. La considerazione dei media, che i "leghisti brava gente", siano in fondo in fondo, un popolo solidale, che se la prendono solo con gli immigrati irregolari e non quelli che lavorano, e che non siano poi così "cattivi". Un corteggiamento mediatico senza precedenti. Quello che penso è che il modello di solidarietà leghista sia a dire poco allucinante. Il concetto di solidarietà con chi mi fa comodo è egoismo puro, altro che solidarietà. Io sono cresciuto con il concetto che una mamma non solo non lascia morire di fame i propri figli, ma non potrebbe mai lasciare morire di fame anche i figli degli altri. E non credo che sia un modello "sudista". Ho conosciuto mamme nordiche in questi anni, che la pensano allo stesso modo. Nel modello di solidarietà leghista invece, il figlio di chi non è del mio "gruppo" non mi interessa. Lo si è visto nel caso degli asili a Milano.
Non è diverso dall'ipocrisia  mafiosa di coloro che scioglievano nell'acido i bambini, con le stesse mani con le quali carezzavano i propri figli.

postato da emanuelemanco alle ore 13:54 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: politica

martedì, 22 aprile 2008

Earth Day

Oggi è il giorno della Terra. Volevo solo farvelo sapere. Molto bello il logo di Google di oggi, lo trovate, penso per tutto il giorno qui.
Altre notizie le trovate cliccando su logo di google, oppure qui.
postato da emanuelemanco alle ore 08:36 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: earth day

venerdì, 18 aprile 2008

Edward Lorenz 1917 - 2008

Edward Lorenz 1917 - 2008

« Il battito delle ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas »

Per questa frase Edward Lorenz è passato alla storia. Era il 1979 quando Lorenz presentò all'American Association for the Advancement of Sciences, le conclusioni di un lavoro che aveva dello straordinario. Lorenz era un matematico prestato alla meteorologia. lorenz-attractor50pGià dal 1960 aveva cominciato a formalizzare un modello matematico per le previsioni meteorologiche. L'osservazione delle sequenze numeriche ricavati dai dati meteorologici lo pose però davanti a un inaspettato risultato: la loro assoluta imprevedibilità. Durante i lunghi anni di ricerca Lorenz utilizzò calcolatori dalle limitate risorse di calcolo. Lorenz poteva considerarsi uno di quei tanti pazienti operai della ricerca, quelli che giorno per giorno, durante anche lunghi anni, con pazienza infinita, osservano, osservano, come cercatori d'oro in un fiume, in attesa della pepita d'oro. Fu proprio grazie a questo paziente lavoro che alla fine riuscì a intuire l'esistenza di quei disturbi ricorrenti al modello generale, che erano la causa della sua imprevedibilità. Scoprì infatti che questi disturbi non erano affatto trascurabili e che erano alla causa di concatenazioni imprevedibili di effetti. Un decimale in più in un fenomeno lontano migliaia di chilometri, si moltiplicavano fino a diventare di parecchi ordini di grandezza più grandi in altre parti del mondo. La famosa frase rende perfettamente il senso degli effetti nel mondo reale di questo fenomeno. Queste conclusioni portarono a formalizzare quella che oggi chiamiamo “Teoria del Caos”, nata per la meteorologia, poi estesa a tutti quei fenomeni che sfuggono alla matematica tradizionale. Fenomeni caotici come il comportamento dei mercati per esempio. Non vinse il Nobel solo perché non esiste né per la matematica, né per la meteorologia. Ma vinse il premio Kyoto, per il suo contributo allo studio dei cambiamenti climatici, con la motivazione “Fu una rivoluzione pari a quella di Isaac Newton nel modo con cui l'uomo vede la natura”.

A lui va il mio commosso ricordo e il ringraziamento di giovane studente di matematica, al quale il suo lavoro ha aperto orizzonti inaspettati e meravigliosi, nonché tanti argomenti degni di essere sfruttati dalla migliore hard-sf.

postato da emanuelemanco alle ore 09:44 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: scienza

martedì, 15 aprile 2008

Amare riflessioni

Ormai ci siamo lasciati  alle spalle, definitivamente defunti,il '68, il '77,  e persino i morti del '92 sono stati traditi.
Fine della sinistra ma anche dell'antimafia, dell'ecologismo.
Dell'idea di riscatto sociale, delle garanzie, della eliminazione delle diseguaglianze.

C' è più niente da aggiungere alla lista di ideali finiti, da mettere nel cassetto?

Invece hanno vinto:
il lavoro flessibile, che non si dica che è precario
il ponte sullo stretto
i rigassificatori
la TAV
gli inceneritori
il federalismo fiscale

C'è più niente?
postato da emanuelemanco alle ore 11:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

lunedì, 14 aprile 2008

Le lacrime dello sceriffo

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/10722/

http://www.fanucci.it/


In qualità di "traduttore", mi sento tirato in causa.
Nessuno ha voluto prendere in giro nessuno. Nella postfazione del libro si chiarisce molto bene la natura dell'operazione. Il volume è venduto a un prezzo di sola copertura delle spese, con
licenza Creative Commons non commerciale. Quindi l'ipotesi di "sfruttamento" è campata in aria.
Il sottoscritto, come tutti "i traduttori", ci ha messo il proprio nome e cognome nell'operazione. Non mi sono nascosto dietro pseudonimi o nomi collettivi. Ne ho pure parlato sul mio blog. Purtroppo, data la scarsa diffusione del volume, credo che nessuno abbia potuto riscontrare
questo fatto.
L'articolo su http://www.carta.org/ozio/12739 è molto ironico. Ma l'ironia balla sempre su un sottile filo, difficile talvolta da scorgere.
Il problema serio è che l'antologia è un oggetto misterioso. A quanto mi risulta, molti autori stanno ancora aspettando la loro copia personale. Spero che la cose migliori, e che magari si possa parlare dell'antologia con cognizione di causa, e non per sentito dire.
postato da emanuelemanco alle ore 09:33 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: fantascienza, fanucci, scorrete lacrime

domenica, 13 aprile 2008

Film: Juno

JUNO

Un film di Jason Reitman.
Con Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia Thirlby, Allison Janney, Rainn Wilson, J. K. Simmons.
Genere Commedia, colore 92 minuti.
Produzione USA, Canada, Ungheria 2007. - Distribuzione 20th Century Fox


Juno è una sedicenne vivace e intelligente. Affronta con ironia ejuno pragmatismo le cose della vita. Così quando si ritrova incinta non si perde d'animo. Conscia di non essere pronta al ruolo di mamma, dopo aver valutato e scartato l'idea dell'aborto, decide di mettersi alla ricerca di genitori adottivi per il suo futuro bambino. A fare da sfondo alla vicenda una provincia americana tutto sommato un po' favolistica, lontana dalle caratterizzazioni truci dei film di ambientazione metropolitana.

Il personaggio di Juno è quello di una classica outsider, non la più bella, ne la più brava, ma la solita allieva della quale si potrebbe dire “è intelligente ma non si applica”. Anche il suo ragazzo Paul non è proprio un nerd, pur non essendo il simpaticone della scuola. I genitori di Juno sono un'altra interessante caratterizzazione della vicenda. Coinvolti dalla dirompente Juno non recitano la parte dei moralisti, ma collaboreranno attivamente al progetto. E' lo spirito di tutta la vicenda, il cui svolgimento non si rifugerà mai in facili moralismi, e manterrà per tutto il tempo il senso della misura. Il contrasto all'apparenza stridente è con i genitori adottivi in pectore, di ambiente alto borghese. Tutto l'insieme però vince il patto di incredulità. Grazie anche agli ottimi dialoghi. Credibile quindi risulterà il finale, niente affatto scontato.
Ottimi tutti gli interpreti, a cominciare dalla protagonista Ellen Page. Da segnalare l'ottimo J.K. Simmons nella parte del padre di Juno.


Recensione pubblicata anche su Pordemovie & Friends

postato da emanuelemanco alle ore 18:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

giovedì, 10 aprile 2008

Libri: Il commissario incantato

In campo musicale realizzare la "cover" di una canzone del passato è una pratica molto frequente. Ossia non si sconvolge nessuno se un artista decide di suonare una canzone di un altro. Lo scopo non è sopperire alla mancanza di ispirazione, almeno non sempre, bensì quello di rendere omaggio a un artista molto apprezzato o a una canzone molto amata. Le cover megliocommissario riuscite non sono quelle che cercano di rendere fedelmente la canzone modello, cosa tra l'altro impossibile, ma sono quelle che portano il contributo della diversa sensibilità artistica dell'"imitatore". Ricordo per esempio una bellissima versione di Eric Clapton della canzone “Little Wing” di Jimi Endrix.I risultati sono sempre opinabili, perché dipendenti dal gusto di chi ascolta. Questa pratica non è comunque poco diffusa in letteratura. E' diffuso l'uso della citazione, talvolta più o meno esplicita. Talvolta i romanzi si ispirano a situazioni di altri romanzi, penso ai Bridget Jones, ispirati a Orgoglio e Pregiudizio, oppure ai libri di Moccia, che pestano (male) lo stesso mortaio di Cime Tempestose. Anche nel cinema poi il “remake” è realizzato da registi e produttori a corto di idee. Talvolta il remake è una operazione artistica anche in questo caso, si pensi a Psycho di Hithcock, rifatto da Gus Van Sant.

L'operazione di Matrone è sostanzialmente diversa. Più simile al remix di un dj, che alla cover o al remake in realtà. Matrone, e l'ho appreso ascoltandolo alla presentazione del libro, ha preso il testo originale, “La vita intensa” di Massimo Bontempelli, lo ha fatto a pezzi, e ricomposto, in maniera casuale. Ha poi sia inventato frasi e concetti di sana piante e credo che anche che abbia tagliato parti che non lo convincevano. In questo momento non ho ancora letto il testo originale e non posso fare confronti. In realtà voglio esprimermi proprio sullo specifico di questa “cover”, senza fare confronti con il testo originale. Le mia conclusione, quindi riguarda il libro di Matrone come opera a sè stante. Penso che ci troviamo davanti a un un libro ben scritto, con un testo che riesce a essere sia colto che brillante. Molto pieno di considerazioni sulla visione del mondo dell'autore “attuale”. Il divertimento della scrittura poi traspare da ogni pagina. L'autore riesce quindi ad andare oltre il patto tra lettore e scrittore, e riesce a far sentire il lettore suo complice in questa marachella letteraria. La scorrevolezza del testo e la sua piacevolezza, rendono l'esperienza di lettura fin troppo breve. Come tutte le cose belle, sembra che duri troppo poco. Ma non posso considerarlo un difetto. Preferisco un libro le cui pagine scorrano con piacere, che un testo del quale non vedo l'ora di finire la lettura per dimenticarlo. In questo caso, posso anche dire che il testo regge a una rilettura. Consigliato per godere del piacere della lettura.


Maurizio Matrone
Il commissario incantato
Romanzo di avventure
Marcos y Marcos - 214 Pagine -14.50 Euro

Recensione pubblicata anche su Il leggio


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categoria: recensioni, libri

mercoledì, 09 aprile 2008

Il bel Silvio

Il protagonista è il bellissimo giovane, Silvio B, che vive la sua gioventù a Catania in pieno periodo fascista. Ha la fama di seduttore e per questo è invidiato dagli uomini e ambito dalle donne. Ma sarà proprio questa fama a rovinarlo. Si sposa con la figlia di un ricco notaio della città, Daniela S.. Ma dopo tre anni di matrimonio emerge in tutta la sua infamia la sua incapacità di "farsi onore" con una donna, colpa gravissima per la cultura siciliana degli anni trenta. In realtà è lei che non gliela dà. Quando ammette la sua impotenza la sua vita cambia radicalmente e da persona invidiata passa allo stato di uomo deriso. La svolta avviene in un club privè, dove incontrerà il feroce sodomita Walter V., detto Minchia di Ferro, che mentre lui è impegnato a tentare concupire la starlette Milly, lo impala senza complimenti. Insieme, Walter e Silvio, capiranno le gioie del loro amore, scambiandosi ripetutamente i "favori" e vivranno felici, per somma gioia del loro proctologo.
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Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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