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Emanuele Manco
Scritti, impressioni, opinioni.
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Pur tuttavia penso di avere ancora qualcosa da dire in merito. Questo in effetti è stato l'anno in cui ho incontrato molte persone che condividono le mie passioni. Continuando l'esperienza che mi porta da tre anni a partecipare con passione ai Cenacoli, e a vari incontri tra fantascientifici. Prima la Italcon, della quale ho scritto in modo ampio qui, adesso il Fest. Non voglio fare confronti. Solo raccontarla da un altro punto di vista, più soggettivo. Quello dell'appassionato, che ha aderito all'invito di un amico, Luca Montesano, alias "Zio Zuma". Sono iscritto da almeno un anno alla lista del BVZM pur tuttavia non ho mai partecipato molto ai vari tread. La sostanza del discorso è che ho sempre vissuto la mia passione per lo Zio Martin come un fatto solitario, quasi fossi l'unico "mysteriano" sul pianeta terra. Leggo e colleziono il fumetto sin dalla prima uscita, nel 1982 e, a parte qualche amico palermitano, non ho mai conosciuto altri fan. Anzi credo di avere conosciuto più fan di MM ad Asti, che in tutta la mia vita. Mystère a parte, è stata una bella giornata. Siamo stati graziati da un bel sole, che ci ha consentito di andare in giro per le vie astigiane senza problemi. Confesso che è stata la prima volta che ho sentito in vita mia usare il termine "accumulatori". Non credo siano una caratteristica del fandom mysteriano, ma è stata la prima volta. Accumulatore è il collezionista che ha tutto, ma proprio tutto, magari in duplice copia, regolarmente imbustato e cellofanato, e colleziona qualsiasi gadget abbia sopra il simbolo della sua passione. Pensavo bastasse il termine collezionista. Ma evidentemente mi sbagliavo. La disponibilità di Luca e di Francesco è stata totale. Il mio grazie è sincero. E' stato molto carino conoscere quelle persone che prima era solo un nick. Ma questo concetto quest'anno l'ho espresso molte volte. E' finito un altro dei miei isolamenti pluriennali, ho preso contatto con altri nipotini dello Zio Martin, e nulla sarà più come prima.
dopo l'abbandono da parte dell'eroe, si è ricostruita una vita, e ha avuto un figlio, Mutt, interpretato dall'astro emergente Shia LaBeouf. Un po' macchiettistico il personaggio della bella cattiva di turno, Irina Spalko, interpretata da una giocherellona Cate Blanchett.
scuola, diventando in breve tempo popolarissimo. Troverà anche l'amore e dovrà però affrontare le conseguenze delle sue azioni. Sarà una grande occasione di crescita per lui.
personaggi, la serie non temeva confronti con il cinema. La serie, prodotta dalla HBO dal 1998 al 2004 fu una delle prime serie del genere "chick lit". L'espressione inglese chick lit si riferisce a un genere letterario emerso negli anni '90 e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera. A questo genere appartengono numerosi best seller internazionali dell'ultimo ventennio. Come il romanzo di Candace Bushnell che ha ispirato la serie, della quale il film è la prosecuzione. Il film riprende, quattro anni dopo il termine della serie la serie, le vicende delle protagoniste. La pellicola si libera del suo debito nei confronti della serie abbastanza presto, già durante i titoli di testa riesce nell'impresa di dare il minimo delle informazioni necessarie sui personaggi. Giusto per non lasciare senza informazioni il pubblico che non l'avesse vista. Dopodichè le vicende del film cominciano a vivere di vita propria. I riferimenti a fatti e situazioni del telefilm sono veramente assolutamente circoscritti a quanto raccontato all'inizio. Io non ho visto tutti gli episodi della serie, anzi penso di averne visti un decimo, ma ho seguito il film tranquillamente. Essendo già la serie originale molto cinematografica, l'adattamento è stato quasi senza sforzo. C'è qualche location estera ed esterna in più. Anche scenografie e costumi erano molti curati nel telefilm, anzi, hanno influenzato anche parte dell'estetica cinematografica delle commedie americane odierne, per cui nulla da eccepire anche su questo fronte. La trama all'inizio non sembra decollare, attorcigliata intorno alla presentazione degli aspetti più "glamour", poi però quando si concentra sui personaggi ritrova il vecchio smalto, e dipana un intreccio assolutamente godibile. La durata supera le due ore, senza che ci sia la sensazione di assistere a un telefilm inutilmente allungato.