Typewriter With Picture Of Woman's Face On Paper  

Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
giovedì, 26 giugno 2008

Pausa

E' un po' che non scrivo sul blog. Il lavoro, quello vero, che mi porta i soldi per vivere, mi assorbe parecchio. Fuori dal lavoro "normale", continua la mia collaborazione con Fantascienza.com. Insomma sono molto preso da tante cose. In realtà il progetto di rilancio ci sarebbe. Ho acquistato un pacchetto di hosting di livello avanzato per il mio domino, ossia www.emanuelemanco.it. Ma devo ancora impostare un progetto per gestire da lì il mio blog e tutte le mie iniziative. Appena avrò un po' di tempo lo realizzerò. State sintonizzati.
postato da emanuelemanco alle ore 22:50 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: autoreferenziale

domenica, 15 giugno 2008

Cuccioli

Ecco un cucciolo che vorrei adottare.
postato da emanuelemanco alle ore 19:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

domenica, 15 giugno 2008

Martin Mystére Fest 2008

La parte istituzionale di questo post, è la cronaca che ho scritto per Fantascienza.com, che trovate qui.
Pur tuttavia penso di avere ancora qualcosa da dire in merito. Questo in effetti è stato l'anno in cui ho incontrato molte persone che condividono le mie passioni. Continuando l'esperienza che mi porta da tre anni a partecipare con passione ai Cenacoli, e a vari incontri tra fantascientifici. Prima la Italcon, della quale ho scritto in  modo ampio qui, adesso il Fest. Non voglio fare confronti. Solo raccontarla da un altro punto di vista, più soggettivo. Quello dell'appassionato, che ha aderito all'invito di un amico, Luca Montesano, alias "Zio Zuma". Sono iscritto da almeno un anno alla lista del BVZM pur tuttavia non ho mai partecipato molto ai vari tread. La sostanza del discorso è che ho sempre vissuto la mia passione per lo Zio Martin come un fatto solitario, quasi fossi l'unico "mysteriano" sul pianeta terra. Leggo e colleziono il fumetto sin dalla prima uscita, nel 1982 e, a parte qualche amico palermitano, non ho mai conosciuto altri fan. Anzi credo di avere conosciuto più fan di MM ad Asti, che in tutta la mia vita. Mystère a parte, è stata una bella giornata. Siamo stati graziati da un bel sole, che ci ha consentito di andare in giro per le vie astigiane senza problemi. Confesso che è stata la prima volta che ho sentito in vita mia usare il termine "accumulatori". Non credo siano una caratteristica del fandom mysteriano, ma è stata la prima volta. Accumulatore è il collezionista che ha tutto, ma proprio tutto, magari in duplice copia, regolarmente imbustato e cellofanato, e colleziona qualsiasi gadget abbia sopra il simbolo della sua passione. Pensavo bastasse il termine collezionista. Ma evidentemente mi sbagliavo. La disponibilità di Luca e di Francesco è stata totale. Il mio grazie è sincero. E' stato molto carino conoscere quelle persone che prima era solo un nick. Ma questo concetto quest'anno l'ho espresso molte volte. E' finito un altro dei miei isolamenti pluriennali, ho preso contatto con altri nipotini dello Zio Martin, e nulla sarà più come prima.

postato da emanuelemanco alle ore 19:09 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: fumetti, autoreferenziale

giovedì, 05 giugno 2008

Film : Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo
(Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull)
Un film di Steven Spielberg.
Con Harrison Ford, Karen Allen, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, John Hurt, Ray Winstone, Jim Broadbent.
Genere Avventura.
colore 125 minuti.
Produzione USA 2008.
Distribuzione Universal Pictures

Indiana Jones, anzi Henry Jones Jr. è tornato. Siamo nel 1957 e, come sempre, la storia comincia nel pieno dell'azione. La trama è fitta di avvenimenti e colpi di scena, sin dall'inizio, per cui non racconto oltre. Sappiate solo che tutto quello che i fan dell'avventuriero archeologo amano è presente nel film. O amate il personaggio oppure cambiate film. Non ci sono compromessi.
La sospensione dell'incredulità è messa a dura prova altrimenti. Solo così possiamo accettare l'inossidabilità del prof. Jones, arrivato quasi all'età pensionabile. Ma Jones è ormai un archetipo. Nato come citazione degli archetipi, è diventato a sua volta icona e archetipo. Lucas e Spielberg hanno creato un carattere che è un modo di dire ormai. "Fare le cose all'Indiana Jones" è una frase fatta ormai. E in questi diciannove anni trascorsi dall'ultimo film ha generato decine di epigoni, anche di buona qualità talvolta. Quello che mi chiedo se questa volta il prof Jones sia epigono di sè stesso. Citazione della citazione, questo film comunque diverte. La sceneggiatura funziona, pur con almeno un piccolo buco logico, forse troppo frettolosamente sorvolato. Questa volta i cattivi non sono i nazisti, ma i russi della guerra fredda. Ma non vi preoccupate, sono idioti e convinti tanto quanto i nazisti. Poverini. Ma gli sgherri dei film non hanno un sindacato che li protegge dall'eroe? Non lo sanno che contro Indiana Jones, come contro James Bond, non ce la si fa? Nel cast troviamo anche una vecchia conoscenza, l'ancora deliziosa Karen Allen,  nel ruolo di Marion, la vecchia fiamma che, dopo aver ricomposto i pezzi del suo cuore jonesdopo l'abbandono da parte dell'eroe, si è ricostruita una vita, e ha avuto un figlio, Mutt, interpretato dall'astro emergente Shia LaBeouf. Un po' macchiettistico il personaggio della bella cattiva di turno, Irina Spalko, interpretata da una giocherellona Cate Blanchett.
Anche lei condannata senza speranze a dire la fatidica frase "Addio Dottor Jones", suscitando l'ilarità, e anche forse un po' di pietà, del pubblico. Ma è cattiva e convinta. Deve essere così. Fa parte del gioco. Ma non è l'unico conflitto che il dr. Jones dovrà affrontare. Pur se affrontato con leggerezza, c'è il tema della caccia alle streghe anti comunisti. Lo stesso Jones pare finire nel mirino della CIA.
Ma la cosa non è sviluppata quanto dovrebbe. Alla fine l'intreccio è da adventure game. Ciò che conta è il mistero fanta-archeologico. Nel gioco delle citazioni ritroviamo anche il deposito dove l'amministrazione USA ha seppellito l'arca dell'alleanza, quasi a volere chiudere il cerchio. La storia ha qualche momento di stanca nella parte centrale, ma poi il film si segue in apnea per almeno tutti gli ultimi 45 minuti. Il ritmo diventa forsennato, l'incalzante tema di John Williams torna più volte a suggellare i momenti più divertenti. Attenzione parlo di divertimento, non di emozione. Non so. Alla fine l'emozione è relegata ai primi minuti del film, con l'efficace entrata in scena di Indy, poi tutto diventa divertimento misurato, da gustarsi con un sorriso compiaciuto. Strano spettatore quello del prodotto seriale. Non chiede grandi novità, ma che ogni episodio sia uguale a sè stesso, pur proponendo nuovi intrecci. In una logica seriale il film è perfetto. Una cosa è certa. Se con James Bond è stato possibile pensare di cambiare l'attore, in questo caso la sola idea di fare indossare lo Stetson a chiunque altro suona stonata. Nel finale capirete perchè.
Ed è un peccato. Gli accenni agli anni della seconda guerra mondiale, dove sicuramente Jones si sarà reso protagonista di brillanti avventure, stimolano la curiosità del fan. Ma non sono raccontabili al cinema con realismo utilizzando Harrison Ford. Magari potrebbero essere essere materiale utile per adventure games, libri o fumetti. Pare che però il successo del film abbia stimolato Lucas e Spielberg alla produzione di un altro episodio. Pare che Harrison Ford abbia auspicato che non passino altri diciannove anni.
postato da emanuelemanco alle ore 23:34 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni, film

giovedì, 05 giugno 2008

Film: Charlie Bartlett

Charlie Bartlett

Un film di Jon Poll.
Con Anton Yelchin, Robert Downey Jr., Hope Davis, Kat Dennings, Tyler Hilton, Mark Rendall, Dylan Taylor, Megan Park, Jake Epstein, Jonathan Malen, Derek McGrath, Stephen Young.
Genere Commedia
colore 98 minuti
Produzione USA 2007
Distribuzione DNC


Charlie Bartlett è un adolescente di buona famiglia. Ha seri problemi con le autorità scolastiche, infatti è stato espulso da varie scuole private. E' allevato solo da una madre nevrotica, con un padre che è andato via, per motivi che verranno chiariti nel corso della vicenda. Ella decide di iscriverlo alla scuola pubblica. Pur tuttavia l'impatto non sarà dei migliori. Charlie reagirà in modo originale alle difficoltà di integrazione. Sottoposto a cure psichiatriche, credendosi esperto del ramo, comincerà a dispensare tali cure, comprensive di psicofarmaci, ai suoi compagni di charliescuola, diventando in breve tempo popolarissimo. Troverà anche l'amore e dovrà però affrontare le conseguenze delle sue azioni. Sarà una grande occasione di crescita per lui.

Come anche in Juno, abbiamo un tentativo di descrivere la vita degli adolescenti di oggi. Anche in questo caso ci viene mostrata la provincia USA, e non i grandi agglomerati urbani.
Anche in questo caso abbiamo un bravo attore adolescente, coadiuvato da altri coetanei molto funzionali, e da un Robert Downey Jr che sembra avere ritrovato le sue migliori capacità di attore, nel ruolo del tormentato preside della scuola. Il risultato complessivo è un film gradevole, forse un po' forzato in alcuni passaggi, che sostanzialmente vuole dare una pur semplice ma quanto mai efficace morale. Adulti e ragazzi devono parlare per comprendersi l'un l'altro, trasformando il dialogo in occasioni di crescita reciproca. Si arriva a questo risultato con un trama che presenta molto bene i conflitti, e con colpi di scena niente affatto banali. Il dialogo poi è scorrevole e brioso, pervaso di intelligente ironia. Da vedere.
postato da emanuelemanco alle ore 22:45 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni, film

mercoledì, 04 giugno 2008

Firefox 3 Download Day

Vi segnalo questa iniziativa. :)
Download Day - Italian
postato da emanuelemanco alle ore 10:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: computer

martedì, 03 giugno 2008

Film: Sex and the city

Sex and The City

Un film di Michael Patrick King 
con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon, Chris Noth, Candice Bergen, Jennifer Hudson, David Eigenberg, Evan Handler, Jason Lewis, Mario Cantone.
Genere Commedia
Produzione USA, 2008
Durata 140 minuti circa.


Una delle più cinematografiche serie televisive degli ultimi anni, è approdata al cinema.
Chi già conosce la serie sa che per location e spessore di sceneggiature esexandcity personaggi, la serie non temeva confronti con il cinema. La serie, prodotta dalla HBO dal 1998 al 2004 fu una delle prime serie del genere "chick lit". L'espressione inglese chick lit si riferisce a un genere letterario emerso negli anni '90 e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera. A questo genere appartengono numerosi best seller internazionali dell'ultimo ventennio. Come il romanzo di Candace Bushnell che ha ispirato la serie, della quale il film è la prosecuzione. Il film riprende, quattro anni dopo il termine della serie la serie, le vicende delle  protagoniste. La pellicola si libera del suo debito nei confronti della serie abbastanza presto, già durante i titoli di testa riesce nell'impresa di dare il minimo delle informazioni necessarie sui personaggi. Giusto per non lasciare senza informazioni il pubblico che non l'avesse vista. Dopodichè le vicende del film cominciano a vivere di vita propria. I riferimenti a fatti e situazioni del telefilm sono veramente assolutamente circoscritti a quanto raccontato all'inizio. Io non ho visto tutti gli episodi della serie, anzi penso di averne visti un decimo, ma ho seguito il film tranquillamente. Essendo già la serie originale molto cinematografica, l'adattamento è stato quasi senza sforzo. C'è qualche location estera ed esterna in più. Anche scenografie e costumi erano molti curati nel telefilm, anzi, hanno influenzato anche parte dell'estetica cinematografica delle commedie americane odierne, per cui nulla da eccepire anche su questo fronte. La trama all'inizio non sembra decollare, attorcigliata intorno alla presentazione degli aspetti più "glamour", poi però quando si concentra sui personaggi ritrova il vecchio smalto, e dipana un intreccio assolutamente godibile. La durata supera  le due ore, senza che ci sia la sensazione di assistere a un telefilm inutilmente allungato.
Gli interpreti ormai sono rodati nei loro ruoli e non sbagliano praticamente nulla. Chi era bravo nel serial, si rivela tale anche nel film,  come chi era inespressivo, come il catatonico Chris Noth, alias Mr. Big.
Il risultato finale è un degno epilogo alla serie, pur tuttavia fruibile a sé stante. La sensazione finale è che la vicenda sia arrivata al capolinea. Se compito della serie era raccontare delle vita delle singles tra i trenta e i quarantanni,  ora che tutte hanno abbondamente superato la quarantina, e che non sono più singles, non vedo cosa ci sia d'altro da raccontare. Se qualcosa verrà detto su questi personaggi, sarà meglio non chiamarlo "Sex And The City", perchè sarebbe altra cosa.
Cataloghiamo telefilm e film tra le buone narrazioni e godiamoci altre storie.
postato da emanuelemanco alle ore 16:50 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni, film

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Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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