Typewriter With Picture Of Woman's Face On Paper  

Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
venerdì, 29 agosto 2008

Cambiamenti

In questo momento il web ha praticamente avvicinato il mio passato remoto e il mio presente. Non pensavo sarebbe mai successo. Ho sempre vissuto una vita fatta di compartimenti stagni. Ho sempre chiuso col passato obtorto collo, cambiando spesso città. E' questa la storia della mia vita, ma ero piccolo, era diverso. E il mondo era più grande una volta
Ora invece faccio i conti con questa situazione, d'altra parte google è tremendo. Sarà che mi sono dato molto da fare, ma spunto praticamente ovunque. Forza di un nome e cognome non molto diffuso. Meno male che non ho fatto nulla di male in passato.
Molti anelano a ritrovare i vecchi amici, o i vecchi compagni di scuola. Io non ho mai seriamente pensato che fosse possibile, o auspicabile. Questo fino a ieri. Ma non perché ce l'abbia con qualcuno. Tutt'altro.
Io la chiamo la "teoria dei compagni di viaggio". Hai dei rapporti, anche molto intensi, che si sviluppano in un periodo, e che difficilmente estrapolati da quel contesto funzionano, come quando in vacanza un gruppo di persone si conosce e poi tutti si scambiano i telefoni, ma pochi si richiamano veramente.
Questa è la vita che ho sempre vissuto. Ma ora ho l'impressione che le cose siano cambiate.
postato da emanuelemanco alle ore 10:59 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: autoreferenziale

giovedì, 28 agosto 2008

Le tre leggi

Le tre leggi fondamentali della percezione del progresso di Douglas Adams

1. Tutto quello che si trova nel mondo alla tua nascita è dato per scontato;

2. Tutto quello che viene inventato tra la tua nascita e i tuoi trent’anni è incredibilmente eccitante e creativa e se hai fortuna puoi costruirci sopra la tua carriera;

3. Tutto quello che viene inventato dopo i tuoi trent’anni è un’offesa all’ordine naturale delle cose, è l’inizio della fine della civiltà e solo dopo essere stato in circolazione per almeno dieci anni torna ad essere abbastanza normale.
postato da emanuelemanco alle ore 16:47 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: adams douglas

venerdì, 22 agosto 2008

Ancora lo sceriffo

E' uscita da un po'. La trovate sempre qua accanto. "Scorrete lacrime disse lo sceriffo", l'antologia di racconti di apocrifi di P.K. Dick, "tradotti" da un gruppo di coraggiosi.
Giorno 19 sono stato a Brescia, a presenziare a una presentazione dove c'erano Valerio Evangelisti e Paola del Crash. La presentazione era nel padiglione libreria della festa di Radio Onda D'urto.
Grazie alla cortesia di Valerio e Paola, ho potuto intervenire al loro fianco durante la presentazione. E li ringrazio ancora per questo. Potere raccontare quello che si fa a un pubblico "vero", è molto diverso dal blog. Anche se so che lì, dietro ai vostri pc, ci siete, vedere i volti delle persone dona altre emozioni.
Sono poi intervenuti alcuni listaioli bresciani della Eymerich, e li ringrazio non solo per esserci stati, ma anche per il calore dimostrato, non solo alla "Star" Valerio, ma anche al sottoscritto.
Voglio ringraziare i ragazzi della festa per la gentile ospitalità, e complimentarmi con loro per la loro organizzazione. Una festa molto meglio organizzata di tante feste di partito. Ancora complimenti. Complimenti e ringraziamenti anche ai ragazzi del banchetto del Crash. Giovani in gamba, veramente.

Spero di trovare il video dell'intervento. Ho visto che molti scattavano foto, e anche una telecamera. Essendo parte in causa non potevo ovviamente scattarle io.
Altro annuncio che ho da farvi è che tra poco l'antologia sarà disponibile per la vendita on line.
Appena avrò il link lo posterò senza indugio.
Nel frattempo potete scaricare il pdf del mio racconto cliccando sull'icona qui sotto.
la_falce_e_il martello_sul_sole
postato da emanuelemanco alle ore 08:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: evangelisti valerio, autoreferenziale, scorrete lacrime

giovedì, 21 agosto 2008

Inferenze

Vi racconto una storia curiosa.
Ricorderete tutti, magari i più giovani non c'erano, il DC-9 dell'Itavia Bologna-MIlano, esploso nei cieli di Ustica (che poi era più vicino a Ponza che a Ustica, ma questa è un'altra storia), il 27 giugno 1980.
Io ricordo benissimo, mi trovavo a Palermo in vacanza dai miei nonni e, abitando nelle Marche all'epoca, avevo preso proprio quell'aereo circa un mese prima.
Ma in realtà all'epoca non mi colpì tanto questo, quanto il leggere, nella lista dei passeggeri del volo visualizzata dal TG, il nome di Nicolò Licata e consorte, titolare di un negozio di giocattoli della stessa zona del negozio di mio nonno.
In realtà Licata aveva perso quell'aereo, e si affrettò a comunicare a parenti e amici l'accaduto, ossia che avevano preso all'ultimo momento la decisione di rinviare la partenza, per rimanere accanto alla propria figlia, se non ricordo male.
Ma la catena di eventi scatenata dalla rinuncia a quell'aereo non finisce qui.
Infatti qualche anno dopo, nel 1999 il negozio di Licata viene danneggiato da un furioso incendio. Dapprima si pensa al solito racket del pizzo. Qualche settimana dopo, un nuovo incendio devasta ciò che resta del magazzino, causando la morte del vigile del fuoco Nicolino Billitteri, intaccando le case vicine, e danneggiando l'integrità strutturale del palazzo. Era il 27 agosto 1999.
L'inchiesta accerta le responsabilità di Nicolò Licata e di un suo dipendente. Licata infatti aveva deciso di dare alle fiamme il suo negozio perchè in litigio con il fratello, suo socio in affari, sulla spartizione dell'azienda, visto che il fratello voleva rescindere la società, e per incassare i soldi dell'assicurazione.
Quindi dalla rinuncia a un volo, da una apparente scampata tragedia, ne è stata generata una nuova, ossia la morte di una onesta persona che faceva il suo lavoro, padre di famiglia. Le famiglie abitanti il palazzo rientrarono nel palazzo dopo parecchi mesi, alcuni furono alloggiati dal comune temporaneamente, altri andarono da amici e parenti. Ed è una tragedia anche quella, perdere la certezza della propria casa, magari frutto di sudati risparmi. Figuratevi che per qualche tempo si paventò il pericolo che l'integrità strutturale del palazzo fosse stata danneggiata in modo irreversibile, qualcuno parlò di abbattimento, poi per fortuna evitato. Persino la geografia dei negozi di quel palazzo cambiò drasticamente, perchè i negozi furono costretti a cambiare zona per rimanere in affari.
Non so ancora bene che morale o quale sia la conclusione da trarre.
Quando l'ho analizzata con gli strumenti del matematico mi sono reso  conto come le dinamiche umane dipendano da tante di quelle variabili, che talvolta, il compito dello scrittore mi sembra immane. Raccontare una storia verosimile è un compito arduo, quando poi la realtà ti mette davanti storie che sembrano paradossali.
E' un curioso sguardo dietro le quinte della realtà che non sempre capita di poter dare. Mi dispiace solo che sia stato in seguito a tragedie apparentemente lontane, ma invece tra loro concatenate. Di seguito vi allego un pdf che racconta la seconda della vicenda. A conferma della prima ho solo mia memoria, ma credo possiate fidarvi.
28.08.2007
postato da emanuelemanco alle ore 10:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: autoreferenziale

mercoledì, 13 agosto 2008

Film: Il cavaliere oscuro

Il Cavaliere Oscuro
(The Dark Knight)
Un film di Christopher Nolan.
Con Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman.
Genere Azione, colore 152 minuti.
Produzione USA 2008.
Distribuzione Warner Bros Italia.


Il film è bello, anzi bellissimo. Batman agisce contro le famiglie Mafiose di Gotham su più livelli, e con diversi alleati. Batman è il vigilante notturno, che interviene sulle strade, che arriva là dove la polizia non può arrivare. Ma anche Bruce Wayne agisce, anche se in modo più silenzioso, sorvegliando l'alta finanza, intercettando i flussi di denaro sporco che la Mafia tenta di batmaninfiltrare nelle industrie Wayne. Poi ancora c'è Gordon, non ancora Commissario, che interviene nel momento in cui c'è da mettere in galera qualcuno, con una squadra di uomini fidati. Della partita però vuole essere anche Harvey Dent, ambizioso e onesto procuratore distrettuale, disposto a dare supporto legale alla battaglia. Tutti hanno un ruolo, tutti sanno cosa vogliono gli altri. La partita è dura, sporca, ma ha regole chiare. L'arrivo del Joker, il matto, sconvolge tutti gli equilibri. Un criminale avido, per quanto bizzaro, è più prevedibile, ma il Joker no. E' completamente folle. Le sue motivazioni e suoi piani aderiscono più alle teorie del caos, che al determinismo. Tutti i protagonisti della vicenda si muovono in una Gotham che non ha bisogno di essere spettrale e piovosa per essere inquietante. Rapine, omicidi vengono effettuati anche alla luce del giorno, e i trasferimenti di denaro sporco, vengono realizzati in uffici luminosi, con ampie porte a vetri, che non riescono a essere sinonimo di trasparenza.
E' un film teso e bellissimo questo di Nolan, enormemente superiore al pur buon primo capitolo. Gli interpreti sono tutti in parte, dal sofferto Bale, nel cui sguardo si può leggere tutto il peso della maledizione di essere Batman. Peccato per il pessimo doppiaggio. Allo strepitoso e compianto Heath Ledger, il cui Joker è la somma di tutti i tic, le paranoie, le follie possibili e immaginabili. Una interpretazione indimenticabile, che spazza via di colpo, non me ne vogliano, tutti gli interpreti del Joker precedenti. D'accordo, non è possibile confrontare il Joker di Cesar Romero del telefilm. Troppo diverse le atmosfere. Volendomi limitare al paragone con il solo Jack Nicholson devo dirvi che, fatte le dovute proporzioni, la sua versione non ha avuto lo stesso impatto. La caratterizzazione di Ledger prevarica il tempo. E' un capolavoro assoluto. Una lezione di recitazione, che lascia l'amaro in bocca, sapendo che non se ne vedranno mai più altre.
Nonostante sia sul pianeta terra, quindi inconfrontabile con Ledger, anche Aaron Eckart, nel ruolo di Harvey Dent è assolutamente in sintonia con gli scopi della narrazione. A mio giudizio poco meno che sufficiente è Maggie Gyllenhaal, meno convincente di Katie Holmes nel ruolo di Rachel Dawes. Bravi, come da consolidato mestiere, sia Micheal Caine che Morgan Freeman, che in due ruoli assolutamente complementari, hanno il difficile ruolo di essere la coscienza di Bruce Wayne. Ottimo come sempre Oldman nel ruolo di James Gordon. Da segnalare nel cast un roccioso Eric Roberts, nel ruolo mi nore, ma in realtà snodo di importanti vicende, del capomafia Sal Maroni. Poco più di un cameo la presenza di Cillian Murphy, che torna nel ruolo dello Spaventapasseri in una breve apparizione.
L'altra grande protagonista del film è senz'altro una Gotham che non avuto bisogno di essere inventata. Chicago è stata bravissima nel ruolo.
Pur tuttavia, poichè le vie del riciclaggio di denaro sporco passano per la finanza internazionale, la parentesi a Hong Kong ha contribuito allo spessore della vicenda. I 152 minuti del film passano senza stanchezza, senza un momento di troppo. La sceneggiatura è impeccabile, con tutti i fili che si annodano perfettamente, senza un personaggio o una situazione la cui presenza non venga poi chiarita. Forse solo un paio di situazioni, a pensarci bene sono un po' forzate. Non ve ne parlo per non anticiparvi troppo della trama. Giudicate voi. Il risultato finale non ne viene inficiato.
Ottime le musiche di Hans Zimmer e James Newton Howard, assolutamente immerse nel film, dotate di una loro personalità, ma tutta messa al servizio della narrazione.
Concludendo questo film è uno di quei film "pericolosi" a mio giudizio, che ti fanno venire la paura di vedere altri film per un bel pezzo, come chi, avendo un buon sapore in bocca, non vuole mangiare qualcosa di molto meno buono.
postato da emanuelemanco alle ore 13:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: recensioni, film

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Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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