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Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
venerdì, 18 aprile 2008

Edward Lorenz 1917 - 2008

Edward Lorenz 1917 - 2008

« Il battito delle ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas »

Per questa frase Edward Lorenz è passato alla storia. Era il 1979 quando Lorenz presentò all'American Association for the Advancement of Sciences, le conclusioni di un lavoro che aveva dello straordinario. Lorenz era un matematico prestato alla meteorologia. lorenz-attractor50pGià dal 1960 aveva cominciato a formalizzare un modello matematico per le previsioni meteorologiche. L'osservazione delle sequenze numeriche ricavati dai dati meteorologici lo pose però davanti a un inaspettato risultato: la loro assoluta imprevedibilità. Durante i lunghi anni di ricerca Lorenz utilizzò calcolatori dalle limitate risorse di calcolo. Lorenz poteva considerarsi uno di quei tanti pazienti operai della ricerca, quelli che giorno per giorno, durante anche lunghi anni, con pazienza infinita, osservano, osservano, come cercatori d'oro in un fiume, in attesa della pepita d'oro. Fu proprio grazie a questo paziente lavoro che alla fine riuscì a intuire l'esistenza di quei disturbi ricorrenti al modello generale, che erano la causa della sua imprevedibilità. Scoprì infatti che questi disturbi non erano affatto trascurabili e che erano alla causa di concatenazioni imprevedibili di effetti. Un decimale in più in un fenomeno lontano migliaia di chilometri, si moltiplicavano fino a diventare di parecchi ordini di grandezza più grandi in altre parti del mondo. La famosa frase rende perfettamente il senso degli effetti nel mondo reale di questo fenomeno. Queste conclusioni portarono a formalizzare quella che oggi chiamiamo “Teoria del Caos”, nata per la meteorologia, poi estesa a tutti quei fenomeni che sfuggono alla matematica tradizionale. Fenomeni caotici come il comportamento dei mercati per esempio. Non vinse il Nobel solo perché non esiste né per la matematica, né per la meteorologia. Ma vinse il premio Kyoto, per il suo contributo allo studio dei cambiamenti climatici, con la motivazione “Fu una rivoluzione pari a quella di Isaac Newton nel modo con cui l'uomo vede la natura”.

A lui va il mio commosso ricordo e il ringraziamento di giovane studente di matematica, al quale il suo lavoro ha aperto orizzonti inaspettati e meravigliosi, nonché tanti argomenti degni di essere sfruttati dalla migliore hard-sf.

postato da emanuelemanco alle ore 09:44 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: scienza


Commenti
#1   21 Aprile 2008 - 21:22
 
Grazie del benvenuto e bentrovato a te... ti ho letto su Viadeo, ed ora sto curiosando! :))
A presto,
Giulia.
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Bella domanda questa. Non ce lo chiediamo tutti?


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