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Emanuele Manco
Scritti, impressioni, opinioni.
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Un anno fa la prima antologia connettivista tentava di dare una panoramica
delle principali tematiche del movimento. Questa seconda antologia, Frammenti di una rosa quantica, non è così ambiziosa. Più prosaicamente si fregia della sua frammentarietà, sin dal titolo. Il riferimento alla meccanica quantistica evidenzia lo stato naturale del movimento, che vive continui cambiamenti di definizione, resistente a qualsiasi osservazione. Anzi proprio il tentativo di osservazione genera i cambiamenti.
L'antologia presenta quindi ancora più discontinuità, al suo interno, di quante ne avesse la prima.
Ci sono anche nomi nuovi. Ci sono i connettivisti della prima ora, ma anche semplici simpatizzanti, coinvolti perché comunque affini a un movimento che può essere tutto e il contrario di tutto.
In un anno sono successe tante cose. Scrivendo s'impara. La vittoria al premio Urania di Sezione π2 non è un evento casuale, né unico. Anche altri connettivisti hanno vinto prestigiosi premi per racconti. Infatti in questa antologia la qualità media è nettamente migliorata, pur partendo dal buon livello della precedente.
Veniamo ai racconti.
Orizzonte degli Eventi, di Giovanni De Matteo è un racconto che per struttura è da considerarsi un romanzo breve. Un racconto che oscilla tra suggestive evocazioni di millenarie civiltà, citazioni fumettistiche, paradossi della fisica e la migliore space opera. E' così ben strutturato da essere suscettibile di ampliamenti, che potrebbero portarlo al respiro del romanzo lungo.
SPAM di Filippo C. Battaglia, è un allucinato viaggio nelle estreme conseguenze dalla civiltà dei consumi. Graffiante.
L'uomo dei pupazzi di schiuma di Dario Tonani, ci mostra l'avvento di nuove forme di vita. Figlie sia dell'avanzata manipolazione dei materiali, che del software che assume auto consapevolezza. Il racconto pur tuttavia sembra fermarsi prima di possibili sviluppi. Peccato perché è molto ben scritto.
Chandra, sogna la neve che brucia di Alberto Cola.
Ossia anche le AI hanno un anima. I “ghost” che si affannano a cercare le tracce della più evoluta di esse, ossia “Miracle” se ne renderanno conto? Attenzione, la risposta potrebbe inquietare più della domanda. Bello.
Cento anni di Sandro Battisti è breve come un soffio. Ma è intenso, struggente. Le estreme conseguenze dell'ingordigia di sapere e conoscenza sono sempre dietro l'angolo. Fare attenzione. Sempre. Da leggere e da ascoltare nei reading che Sandro tiene per l'Italia.
Principio d'induzione di Roberto Furlani è un ottima drammatizzazione di un principio della fisica classica, immerso in uno scenario di guerra futuribile, in realtà fin troppo attuale. Un racconto dallo svolgimento compiuto. Uno dei migliori dell'antologia.
137 di Lukha Kremo Baroncinij.
Intelligenze naturali alimentano computer
Confiteor di Mario Gazzola è un pugno nello stomaco. Ostie mediche sono in grado di fare dimenticare i peccati, fatti e, soprattutto, subiti. L'antico rituale della confessione è quindi asservito a scopi che il racconto esplicita senza pudore. Ottimo senso del ritmo, esaltato nei reading dalle ottime capacità espressive del suo autore, ma capace di emozionare anche alla sola lettura privata.
L'ultima stanza del mondo di Alex Tonelli ha per protagonisti quattro sopravvissuti a una pestilenza mondiale. Ma l'essere chiusi in una stanza, senza contatti con il mondo, li renderà protagonisti di uno dei più classici paradossi quantistici. Buona costruzione dei personaggi.
Afterlife di Daniele Pasquini.
Il racconto narra di un futuro nel quale l'anima, dopo la morte, diventa un software da caricare in un software di realtà virtuale. La vera e definitiva Second Life. Ovviamente nulla è mai semplice come si crede. Non completamente sviluppato, a mio giudizio, ma il tema è interessante.
Esperimento quantico di Domenico Mastrapasqua racconta di un novello icaro quantistico. Del sempre eterno protendersi oltre ogni limite fisico. Ovviamente le conseguenze di questa ricerca sono sempre imprevedibili.
La favola nera di Marco Milani è la coniugazione in chiave connettivista dell'eterno scontro dell'uomo con le sue paure. In questo caso di un bambino, che affronterà lo spauracchio più temuto, “l'uomo nero”. Buonissimo il dialogo.
L'istante gelido di Fernando Fazzari è un aneddoto, più che un racconto. Una Bologna non molto lontana dall'attuale fa da sfondo a una resa dei conti tra padre e figlio, con toni da racconto maistream.
Amiens (1905) di Simone Conti è una delle punte di diamante di questa antologia. E' possibile fare interagire Jules Verne con tutti, dico tutti, i personaggi delle sue opere? Chi è il misterioso nemico che insieme dovranno affrontare? Da leggere. Non me ne vogliano gli altri, ma è il mio racconto preferito dell'antologia. Assolutamente da leggere.
In conclusione un'antologia tutta da leggere. Come già scrissi l'anno scorso, i connettivisti hanno il maledetto vizio di parlare poco, e scrivere tanto. E il maledetto coraggio di esporsi, in un momento che continua a essere poco felice per la fantascienza. Non posso poi non fare i miei complimenti a Giorgio Raffaelli per le splendide immagini a corredo dei racconti, che avrebbero meritato la stampa a colori. Ma capisco anche l'esigenza meritoria dell'editore di mantenere un prezzo abbordabile. Ottima è poi la 
Prendete e leggetene tutti.
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E' nel solco aperto da tali storie e personaggi che il Laboratorio Sociale Crash e lo scrittore Valerio Evangelisti, affiancato da un team di esperti traduttori, hanno deciso di pubblicare in anteprima europea gli scritti inediti del grande romanziere di fantascienza nella raccolta "Scorrete lacrime disse lo Sceriffo".
Storie e racconti per troppo tempo rimasti nel buio di un cassetto chiuso, per troppo tempo private del privilegio di essere sfogliate da mano umana. Storie che narrano, come nel più fortunato "La Città Sostituita" , della lotta tra potenze sovrumane e malefiche per il controllo della città, delle parole e della memoria. Storie che vedono protagonisti personaggi e politici impazziti manipolare la realtà e la memoria collettiva in accordo con le proprie paranoie, fino al punto in cui diventa arduo riconoscere per il lettore ciò che e' reale e ciò che, invece, e' semplice costruzione immaginaria di una mente perversa. Malefici "Golem", creati da perfidi burocrati stregoni, verranno aizzati contro la povera gente, contro i cittadini di fantomatiche città o semplicemente contro chiunque non concordi con i capricci e le fantasie del "Necromante" politico di turno."
Due sono le principali fonti di ispirazione di 2001 Nights (in originale 2001 Ya Monotogari, letteralmente 2001 notti), il manga scritto e disegnato da Yukinobu Hoshino. Esse sono esplicitate già dal titolo. La prima è “2001 odissea nello spazio”, di Stanley Kubrick. La seconda sono i racconti de “le mille e una notte”. La storia della colonizzazione umana dello spazio, a partire proprio dall'anno 2001, viene raccontata attraverso una serie di racconti, denominati “notti”. Mediante questa successione cronologica l'autore ci illustra diversi aspetti dell'avanzata umana nella notte cosmica. Alcuni dei venti episodi di cui si compone
la saga sono talvolta collegati fra di loro. L'arco narrativo è articolato in quattro secoli. La pubblicazione originale è avvenuta per episodi nel 1984, in una rivista chiamata “Action Comics”. Come è uso in Giappone poi gli episodi sono stati raccolti in volumi da liberia, su carta più curata e inserti a colori. In Italia il manga ha avuto due diverse edizioni. Prima dalla Granata Press sulla testata Z Comix dal marzo all'agosto 1992, ma non in versione integrale. Poi tra l'ottobre 2005 e l'aprile 2006 la casa editrice Flashbook l'ha ripubblicato, in versione integrale, e con nuove traduzioni. Nel gennaio del 2006 è stato pubblicato in Giappone un ulteriore volume di storie brevi relative all'universo di 2001 Nights (in particolare il primo racconto, Nel gran mare della notte, funge da epilogo all'intera raccolta), intitolato 2001+5, la cui uscita in Italia è avvenuta nell'ottobre dello stesso anno, sempre per conto della Flashbook.
2001 Nights è un seinen manga, ovvero un manga per adulti, destinato a un pubblico connotato da una certa maturità intellettuale e un discreto grado d’istruzione. Molto diverso quindi dai manga della prima ondata, che erano sostanzialmente per bambini. Questo tipo di manga, è contraddistinto da una grafica curata e realistica e da storie solide e narrativamente complesse caratterizzate da tematiche forti e universali.
La bellezza del manga sta nell'essere riuscito a omaggiare la fantascienza occidentale, sia
cinematografica che letteraria, senza averne fatto uno sterile plagio. Dal punto di vista grafico il manga è in linea con il nostro immaginario visivo, sia nelle fisionomie dei personaggi che nei dettagli tecnici, tra l'altro molto curati. Il lettore smaliziato riconoscerà idee e visioni ispirate a Kubrick e Clarke, ma anche a Tarkovky e Lem, e sicuramente ad Asimov e molti altri. Ma la qualità della vicenda è tale che l'operazione può dirsi riuscita in pieno. La verosimiglianza scientifica è accurata. Frutto di un notevole lavoro di ricerca documentale dell'autore, degno della migliore Hard SF. Una lettura da affiancare a quella dei classici della fantascienza letteraria.
Yukinobu Hoshino nasce il 29 gennaio del 1954 a Kushino, nell’isola dell’Hokkaido (la più settentrionale delle quattro principali isole giapponesi). Nel 1975 esordisce nel mondo dei manga, vincendo il premio Tezuka con le opere Kotetsu no Queen e Harukanaru Asa. Tra le sue opere principali, oltre a 2001 NIGHTS, 2001+5 vi è anche Sabel Tiger, un manga di ambientazione fantascientifica, che raccoglie 7 storie brevi ambientate nello stesso universo degli altri due volumi, pubblicate in patria tra il 1980 e il 1981, riunite poi in unico volume edito nel 1987. Questo volume è stato appena pubblicato in Italia dalla Flashbook. Un altro volume da poco editato in italia è Star Dust Memories, stavolta edito da J-Pop. Questo volume ha la stessa struttura degli altri volumi , ossia è una raccolta di storie brevi di ambientazione fantascientifica..
Come per tantissimi altri manga, anche per 2001 Nights è stato realizzata una trasposizione animata. Non una serie televisiva ma un OAV (Original Anime Video), un prodotto concepito per l'home video, senza essere passato prima ne per il cinema ne per la televisione, realizzato con tecniche di animazione comunque più curate di quelle televisive. La storia narra di un bizzarro tentativo di colonizzazione di un pianeta extra sistema solare, in una sonda a vela solare vengono stivati degli embrioni fecondati, che una
volta raggiunta la lontanissima destinazione, dopo un volo a velocità sub luce durato migliaia di anni, verranno dati alla luce, curati amorevolmente da robot, per popolare il pianeta. La storia trae ispirazione da un paio degli episodi del manga, per poi discostarsene in modo originale. Manca però l'ampio respiro della storia originale. Sicuramente una trasposizione dell'intero arco narrativo avrebbe richiesto una serie più lunga. Forse nelle intenzioni della TMS Entertainment c'era la possibilità di produrre altri episodi. Ma a tutt'oggi questo OAV è rimasto l'unico capitolo della saga.
Nisenichi Ya Monogatari (Giapponese)
Space Fantasia 2001 Nights
2001??? (Giappone)
Genere: Fantascienza
Regia: Yoshio Takeuchi
Sceneggiatura: Chiho Katsura, da un manga di Yukinobu Hoshino
Storyboard: Osamu Nabeshima, Yoshinori Kanada, Yoshio Takeuchi
Musiche: Satoshi Kadokura
Character Design: Akio Sugino
Mechanical design: Takashi Watabe
Durata: 60 minuti
Produzione: Giappone 1987
Bibliografia:
Sito web del film: http://www.tms-e.com/library/old/ova/data/m_2001.html
Fumetti:
2001 NIGHTS - N°1, 2, 3 - Flashbook Edizioni - Prezzo: € 9,90 cad.
2001 NIGHTS - 2001 +5 - Flashbook Edizioni - Prezzo: € 9,90
Sabel Tiger - Flashbook Edizioni Prezzo: € 9,90
Il romanzo non l'ho ancora letto. Ma sono molto fiducioso. Baso la mia fiducia su altre cose che ho letto di Giovanni, come la sua antologia di racconti Revenant, e un suo racconto presente nell'antologia Supernova Express, della quale ho scritto qui. In ogni caso, per il suo bene, farò da questo blog una recensione dettagliata. Il romanzo si chiama Sezione π². Ha vinto il premio Urania, edizione 2006. Premio in passato vinto da gente del calibro di Valerio Evangelisti o Luca Masali, senza offesa per i tanti altri. Mica pizza e fichi.Firefly è una bella serie fantascienfica-western. Putroppo è durata solo 15 episodi, per poi terminare in un film proiettato nelle sale "Serenity". Una serie molto bella. E Serenity è, a mia opinione, uno dei più bei film di fantascienza mai visti. Dopo averlo visto il rammarico aumenta. La serie aveva tante di quelle potenzialità inesplorate. Un universo enorme di possibilità, oltre che dei personaggi stupendi!
Ci sono una serie di curiose analogie tra Firefly e Star Trek. Anche per Star Trek, dopo il fallimento della serie, è stato prodotto un film, scaturito poi in una serie di film e di altri telefilm. Potrebbe essere di buon auspicio per Firefly?
Ma non è l'unica curiosa analogia tra Star Trek e Firefly. Firefly è, come era Star Trek (parlo della prima serie, la TOS), una serie ad alto budget, prodotta per il network e non per la syndacation. La differenza tra network e syndacation è la stessa che passa tra Canale 5 e Italia 7 per esempio. Il network è un canale che trasmette in tutto il territorio nazionale in contemporanea. La syndacation è una associazione di tante tv locali. La maggior parte dei telefilm di fantascienza, pur ad alto budget, sono prodotti per le syndacation. Perchè, nonostante ci sia una audience più alta che in italia, è anche vero che fanno meno ascolto dei teleflm "mainstream" siano polizieschi o sit-com. E quindi attirano meno investitori pubblicitari. Se un programma fa bassa audience in syndacation è più tollerabile che non se la stessa audience la facesse su un grosso network. La TOS (The Original Series), la prima serie di Star Trek era prodotta per il network NBC. Il risultato fu che,a causa dei bassi ascolti, Star Trek rischiò di chiudere già alla prima serie. Faticosamente, e in seguito alle proteste degli agguerriti fan, proseguì per altri due anni. Il suo risorgimento avvenne poi negli anni '80 ma questa è un altra storia. La storia si è quindi ripetuta per Firefly. Joss Whedon praticamente ricattò il network FOX per farsi produrre questa serie. Forte del successo di Buffy, voleva realizzare una serie più adulta. E il network lo assecondò. Ma il relativo insuccesso di pubblico fece si che la serie chiudesse al quindicesimo episodio. Nulla poterono le proteste dei soliti agguerriti fan. Per fortuna, poichè Whedon gode comunque di un buon credito, gli venne concesso di realizzare un film per il grande schermo. Tra l'altro il cofanetto in DVD ha invece riscosso un buon successo di vendite. Da un lato il film serviva a Whedon perchiudere alcune delle sottotrame rimaste aperte. Dall'altra un relativo successo di pubblico avrebbe potuto convincere la Fox a proseguire la serie. Putroppo il film, apprezzatissimo da critica e appassionati, non ha avuto il successo di pubblico sperato.
Post pubblicato anche su Pordemovie & Friends
