Typewriter With Picture Of Woman's Face On Paper  

Emanuele Manco

Scritti, impressioni, opinioni.
lunedì, 14 aprile 2008

Le lacrime dello sceriffo

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/10722/

http://www.fanucci.it/


In qualità di "traduttore", mi sento tirato in causa.
Nessuno ha voluto prendere in giro nessuno. Nella postfazione del libro si chiarisce molto bene la natura dell'operazione. Il volume è venduto a un prezzo di sola copertura delle spese, con
licenza Creative Commons non commerciale. Quindi l'ipotesi di "sfruttamento" è campata in aria.
Il sottoscritto, come tutti "i traduttori", ci ha messo il proprio nome e cognome nell'operazione. Non mi sono nascosto dietro pseudonimi o nomi collettivi. Ne ho pure parlato sul mio blog. Purtroppo, data la scarsa diffusione del volume, credo che nessuno abbia potuto riscontrare
questo fatto.
L'articolo su http://www.carta.org/ozio/12739 è molto ironico. Ma l'ironia balla sempre su un sottile filo, difficile talvolta da scorgere.
Il problema serio è che l'antologia è un oggetto misterioso. A quanto mi risulta, molti autori stanno ancora aspettando la loro copia personale. Spero che la cose migliori, e che magari si possa parlare dell'antologia con cognizione di causa, e non per sentito dire.
postato da emanuelemanco alle ore 09:33 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: fantascienza, fanucci, scorrete lacrime

giovedì, 03 aprile 2008

Frammenti di una rosa quantica

Un anno fa la prima antologia connettivista tentava di dare una panoramicacoprosaquantica delle principali tematiche del movimento. Questa seconda antologia, Frammenti di una rosa quantica, non è così ambiziosa. Più prosaicamente si fregia della sua frammentarietà, sin dal titolo. Il riferimento alla meccanica quantistica evidenzia lo stato naturale del movimento, che vive continui cambiamenti di definizione, resistente a qualsiasi osservazione. Anzi proprio il tentativo di osservazione genera i cambiamenti.

L'antologia presenta quindi ancora più discontinuità, al suo interno, di quante ne avesse la prima.

Ci sono anche nomi nuovi. Ci sono i connettivisti della prima ora, ma anche semplici simpatizzanti, coinvolti perché comunque affini a un movimento che può essere tutto e il contrario di tutto.

In un anno sono successe tante cose. Scrivendo s'impara. La vittoria al premio Urania di Sezione π2 non è un evento casuale, né unico. Anche altri connettivisti hanno vinto prestigiosi premi per racconti. Infatti in questa antologia la qualità media è nettamente migliorata, pur partendo dal buon livello della precedente.

Veniamo ai racconti.

Orizzonte degli Eventi, di Giovanni De Matteo è un racconto che per struttura è da considerarsi un romanzo breve. Un racconto che oscilla tra suggestive evocazioni di millenarie civiltà, citazioni fumettistiche, paradossi della fisica e la migliore space opera. E' così ben strutturato da essere suscettibile di ampliamenti, che potrebbero portarlo al respiro del romanzo lungo.

SPAM di Filippo C. Battaglia, è un allucinato viaggio nelle estreme conseguenze dalla civiltà dei consumi. Graffiante.

L'uomo dei pupazzi di schiuma di Dario Tonani, ci mostra l'avvento di nuove forme di vita. Figlie sia dell'avanzata manipolazione dei materiali, che del software che assume auto consapevolezza. Il racconto pur tuttavia sembra fermarsi prima di possibili sviluppi. Peccato perché è molto ben scritto.

Chandra, sogna la neve che brucia di Alberto Cola.
Ossia anche le AI hanno un anima. I “ghost” che si affannano a cercare le tracce della più evoluta di esse, ossia “Miracle” se ne renderanno conto? Attenzione, la risposta potrebbe inquietare più della domanda. Bello.

Cento anni di Sandro Battisti è breve come un soffio. Ma è intenso, struggente. Le estreme conseguenze dell'ingordigia di sapere e conoscenza sono sempre dietro l'angolo. Fare attenzione. Sempre. Da leggere e da ascoltare nei reading che Sandro tiene per l'Italia.

Principio d'induzione di Roberto Furlani è un ottima drammatizzazione di un principio della fisica classica, immerso in uno scenario di guerra futuribile, in realtà fin troppo attuale. Un racconto dallo svolgimento compiuto. Uno dei migliori dell'antologia.

137 di Lukha Kremo Baroncinij.
Intelligenze naturali alimentano computer organici, connessi a loro volta con intelligenze artificiali. In uno scenario freddo e disumano si combatte un conflitto silenzioso. Immaginifico e ben scritto.

Confiteor di Mario Gazzola è un pugno nello stomaco. Ostie mediche sono in grado di fare dimenticare i peccati, fatti e, soprattutto, subiti. L'antico rituale della confessione è quindi asservito a scopi che il racconto esplicita senza pudore. Ottimo senso del ritmo, esaltato nei reading dalle ottime capacità espressive del suo autore, ma capace di emozionare anche alla sola lettura privata.

L'ultima stanza del mondo di Alex Tonelli ha per protagonisti quattro sopravvissuti a una pestilenza mondiale. Ma l'essere chiusi in una stanza, senza contatti con il mondo, li renderà protagonisti di uno dei più classici paradossi quantistici. Buona costruzione dei personaggi.

Afterlife di Daniele Pasquini.
Il racconto narra di un futuro nel quale l'anima, dopo la morte, diventa un software da caricare in un software di realtà virtuale. La vera e definitiva Second Life. Ovviamente nulla è mai semplice come si crede. Non completamente sviluppato, a mio giudizio, ma il tema è interessante.

Esperimento quantico di Domenico Mastrapasqua racconta di un novello icaro quantistico. Del sempre eterno protendersi oltre ogni limite fisico. Ovviamente le conseguenze di questa ricerca sono sempre imprevedibili.

La favola nera di Marco Milani è la coniugazione in chiave connettivista dell'eterno scontro dell'uomo con le sue paure. In questo caso di un bambino, che affronterà lo spauracchio più temuto, “l'uomo nero”. Buonissimo il dialogo.

L'istante gelido di Fernando Fazzari è un aneddoto, più che un racconto. Una Bologna non molto lontana dall'attuale fa da sfondo a una resa dei conti tra padre e figlio, con toni da racconto maistream.

Amiens (1905) di Simone Conti è una delle punte di diamante di questa antologia. E' possibile fare interagire Jules Verne con tutti, dico tutti, i personaggi delle sue opere? Chi è il misterioso nemico che insieme dovranno affrontare? Da leggere. Non me ne vogliano gli altri, ma è il mio racconto preferito dell'antologia. Assolutamente da leggere.

In conclusione un'antologia tutta da leggere. Come già scrissi l'anno scorso, i connettivisti hanno il maledetto vizio di parlare poco, e scrivere tanto. E il maledetto coraggio di esporsi, in un momento che continua a essere poco felice per la fantascienza. Non posso poi non fare i miei complimenti a Giorgio Raffaelli per le splendide immagini a corredo dei racconti, che avrebbero meritato la stampa a colori. Ma capisco anche l'esigenza meritoria dell'editore di mantenere un prezzo abbordabile. Ottima è poi la grafica del volume. Curata e ben fatta anche la parte redazionale, che consta nella simpatica introduzione di Luca Masali, la compiaciuta nota dell'editore Luca Kremo Baroncinij e le necessarie note biografiche sugli autori.

Prendete e leggetene tutti.

Autori Vari,
Frammenti di una rosa quanti
FANTASCIENZA
Kipple Officina Libraria
Bibliotheka di Avatar
Anno 2008
pagine
224
prezzo 15,00 euro



Recensione pubblicata su Fantascienza.Com
e sul Leggio


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categoria: recensioni, fantascienza, connettivismo

mercoledì, 12 marzo 2008

Italcon

Domani sarò alla Italcon. Il blog, per sua definizione aperiodico, potrebbe non essere aggiornato. Anche se in realtà mi piacerebbe molto fare una specie di cronaca in diretta, visto che mi porterò il pc e ci sarà la connessione Wi-fi.
Spero di riuscirci. Anche se ho voglia di godermela tutta questa Italcon.
postato da emanuelemanco alle ore 11:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: fantascienza, italcon

lunedì, 10 marzo 2008

L'ultimo assassino

Segnalazione autoreferenziale!
Un mio racconto è stato pubblicato sulla rivista NeXT. Ho adottato lo pseudonimo Manex per aderire al movimento. Spero sia solo il primo passo di un lungo percorso.
La rivista la trovate a questo link.
postato da emanuelemanco alle ore 11:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: racconti, fantascienza, connettivismo, autoreferenziale

lunedì, 11 febbraio 2008

Cineforum

Il momento è di attesa. Ho letto cose interessanti. Ne scriverò quando avrò raccolto le idee. Nel frattempo vi annuncio che vi aspetto Il 18 febbraio 2008, alle ore 21, al cineforum organizzato dal club USS Leonardo presso Arci Corvetto in via Oglio, 21 MM 3 fermata Brenta, (ingresso libero, con tessera annuale ARCI acquistabile in loco, servizio bar e cucina). Presenterò l'OAV 2001 Nights (Nisenichi Ya Monogatari, 1987). Tratto dall'omonimo manga scritto e disegnato da Yukinobu Hoshino. L'OAV è inedito in Italia, e verrà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano. L'evento è l'occasione per dare uno sguardo a una diversa coniugazione di un tema classico della SF,  ossia l'esplorazione del cosmo. Una scheda introduttiva al manga e al film è reperibile a questo link.
postato da emanuelemanco alle ore 16:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: fantascienza, cineforum, autoreferenziale

venerdì, 01 febbraio 2008

Scorrete lacrime, disse lo sceriffo

Ossia, c'è un racconto "tradotto da me" in questa antologia. Ma mi sono dimenticato di dirvi che giorno 30 gennaio c'è stata la sua presentazione.
Sono decisamente distratto.

"Era il 1957 quando Philip K. Dick immaginava, nel romanzo "La Città Sostituita" (Urania 1962 n°280), lo scontro tra le immense forze che dominano l'universo in un piccolo centro della periferia americana. Queste avevano il potere di cambiare percettivamente la cittadina semplicemente rimuovendo i ricordi dalle menti dei suoi abitanti. Solo attraverso un poderoso sforzo mnemonico condiviso era possibile infine far calare lo strato di nebbia maligno che avvolgeva il tutto riportando alla luce i palazzi, le vie alberate e i luoghi della socialità cittadina.


E' nel solco aperto da tali storie e personaggi che il Laboratorio Sociale Crash e lo scrittore Valerio Evangelisti, affiancato da un team di esperti traduttori, hanno deciso di pubblicare in anteprima europea gli scritti inediti del grande romanziere di fantascienza nella raccolta "Scorrete lacrime disse lo Sceriffo".
Storie e racconti per troppo tempo rimasti nel buio di un cassetto chiuso, per troppo tempo private del privilegio di essere sfogliate da mano umana. Storie che narrano, come nel più fortunato "La Città Sostituita" , della lotta tra potenze sovrumane e malefiche per il controllo della città, delle parole e della memoria. Storie che vedono protagonisti personaggi e politici impazziti manipolare la realtà e la memoria collettiva in accordo con le proprie paranoie, fino al punto in cui diventa arduo riconoscere per il lettore ciò che e' reale e ciò che, invece, e' semplice costruzione immaginaria di una mente perversa. Malefici "Golem", creati da perfidi burocrati stregoni, verranno aizzati contro la povera gente, contro i cittadini di fantomatiche città o semplicemente contro chiunque non concordi con i capricci e le fantasie del "Necromante" politico di turno."

Fonte: http://www.zic.it/zic/articles/art_2122.html
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categoria: fantascienza, autoreferenziale

mercoledì, 16 gennaio 2008

2001 Nights

2001


 

 

 

 

Il manga

Due sono le principali fonti di ispirazione di 2001 Nights (in originale 2001 Ya Monotogari, letteralmente 2001 notti), il manga scritto e disegnato da Yukinobu Hoshino. Esse sono esplicitate già dal titolo. La prima è “2001 odissea nello spazio”, di Stanley Kubrick. La seconda sono i racconti de “le mille e una notte”. La storia della colonizzazione umana dello spazio, a partire proprio dall'anno 2001, viene raccontata attraverso una serie di racconti, denominati “notti”. Mediante questa successione cronologica l'autore ci illustra diversi aspetti dell'avanzata umana nella notte cosmica. Alcuni dei venti episodi di cui si compone 9928_4_001la saga sono talvolta collegati fra di loro. L'arco narrativo è articolato in quattro secoli. La pubblicazione originale è avvenuta per episodi nel 1984, in una rivista chiamata “Action Comics”. Come è uso in Giappone poi gli episodi sono stati raccolti in volumi da liberia, su carta più curata e inserti a colori. In Italia il manga ha avuto due diverse edizioni. Prima dalla Granata Press sulla testata Z Comix dal marzo all'agosto 1992, ma non in versione integrale. Poi tra l'ottobre 2005 e l'aprile 2006 la casa editrice Flashbook l'ha ripubblicato, in versione integrale, e con nuove traduzioni. Nel gennaio del 2006 è stato pubblicato in Giappone un ulteriore volume di storie brevi relative all'universo di 2001 Nights (in particolare il primo racconto, Nel gran mare della notte, funge da epilogo all'intera raccolta), intitolato 2001+5, la cui uscita in Italia è avvenuta nell'ottobre dello stesso anno, sempre per conto della Flashbook.

2001 Nights è un seinen manga, ovvero un manga per adulti, destinato a un pubblico connotato da una certa maturità intellettuale e un discreto grado d’istruzione. Molto diverso quindi dai manga della prima ondata, che erano sostanzialmente per bambini. Questo tipo di manga, è contraddistinto da una grafica curata e realistica e da storie solide e narrativamente complesse caratterizzate da tematiche forti e universali.

La bellezza del manga sta nell'essere riuscito a omaggiare la fantascienza occidentale, sia001www.ubcfumetti.com cinematografica che letteraria, senza averne fatto uno sterile plagio. Dal punto di vista grafico il manga è in linea con il nostro immaginario visivo, sia nelle fisionomie dei personaggi che nei dettagli tecnici, tra l'altro molto curati. Il lettore smaliziato riconoscerà idee e visioni ispirate a Kubrick e Clarke, ma anche a Tarkovky e Lem, e sicuramente ad Asimov e molti altri. Ma la qualità della vicenda è tale che l'operazione può dirsi riuscita in pieno. La verosimiglianza scientifica è accurata. Frutto di un notevole lavoro di ricerca documentale dell'autore, degno della migliore Hard SF. Una lettura da affiancare a quella dei classici della fantascienza letteraria.

L'autore

Yukinobu Hoshino nasce il 29 gennaio del 1954 a Kushino, nell’isola dell’Hokkaido (la più settentrionale delle quattro principali isole giapponesi). Nel 1975 esordisce nel mondo dei manga, vincendo il premio Tezuka con le opere Kotetsu no Queen e Harukanaru Asa. Tra le sue opere principali, oltre a 2001 NIGHTS, 2001+5 vi è anche Sabel Tiger, un manga di ambientazione fantascientifica, che raccoglie 7 storie brevi ambientate nello stesso universo degli altri due volumi, pubblicate in patria tra il 1980 e il 1981, riunite poi in unico volume edito nel 1987. Questo volume è stato appena pubblicato in Italia dalla Flashbook. Un altro volume da poco editato in italia è Star Dust Memories, stavolta edito da J-Pop. Questo volume ha la stessa struttura degli altri volumi , ossia è una raccolta di storie brevi di ambientazione fantascientifica.. 

Il film

Come per tantissimi altri manga, anche per 2001 Nights è stato realizzata una trasposizione animata. Non una serie televisiva ma un OAV (Original Anime Video), un prodotto concepito per l'home video, senza essere passato prima ne per il cinema ne per la televisione, realizzato con tecniche di animazione comunque più curate di quelle televisive. La storia narra di un bizzarro tentativo di colonizzazione di un pianeta extra sistema solare, in una sonda a vela solare vengono stivati degli embrioni fecondati, che una spacefantasia2001nightsez0volta raggiunta la lontanissima destinazione, dopo un volo a velocità sub luce durato migliaia di anni, verranno dati alla luce, curati amorevolmente da robot, per popolare il pianeta. La storia trae ispirazione da un paio degli episodi del manga, per poi discostarsene in modo originale. Manca però l'ampio respiro della storia originale. Sicuramente una trasposizione dell'intero arco narrativo avrebbe richiesto una serie più lunga. Forse nelle intenzioni della TMS Entertainment c'era la possibilità di produrre altri episodi. Ma a tutt'oggi questo OAV è rimasto l'unico capitolo della saga.

Altri titoli:

Nisenichi Ya Monogatari (Giapponese)
Space Fantasia 2001 Nights
2001??? (Giappone)
Genere: Fantascienza
Regia: Yoshio Takeuchi
Sceneggiatura: Chiho Katsura, da un manga di Yukinobu Hoshino
Storyboard: Osamu Nabeshima, Yoshinori Kanada, Yoshio Takeuchi
Musiche: Satoshi Kadokura
Character Design: Akio Sugino
Mechanical design: Takashi Watabe
Durata: 60 minuti
Produzione: Giappone 1987

Bibliografia:

Sito web del film: http://www.tms-e.com/library/old/ova/data/m_2001.html

Fumetti:

  • 2001 NIGHTS - N°1, 2, 3 - Flashbook Edizioni - Prezzo: € 9,90 cad.

  • 2001 NIGHTS - 2001 +5 - Flashbook Edizioni - Prezzo: € 9,90

  • Sabel Tiger - Flashbook Edizioni Prezzo: € 9,90

  • Star Dust Memories - J-POP - Prezzo : € 9,90



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categoria: fantascienza

lunedì, 12 novembre 2007

Consiglio per gli acquisti

Giusto per capirci. Non mi paga nessuno. Ne Mondadori ne l'autore. L'ho appena comprato perchè innazitutto è il romanzo di un amico. Giovanni De Matteo, alias X, uno dei promotori del movimento connettivista.
urania_1528Il romanzo non l'ho ancora letto. Ma sono molto fiducioso. Baso la mia fiducia su altre cose che ho letto di Giovanni, come la sua antologia di racconti Revenant, e un suo racconto presente nell'antologia Supernova Express, della quale ho scritto qui. In ogni caso, per il suo bene, farò da questo blog una recensione dettagliata. Il romanzo si chiama Sezione π².   Ha vinto il premio Urania, edizione 2006. Premio in passato vinto da gente del calibro di Valerio Evangelisti o Luca Masali, senza offesa per i tanti altri. Mica pizza e fichi.
Vi riporto la quarta di copertina:
"Questa è una storia raccolta dalle voci dei morti, in presa diretta dalla Singolarità..." Siamo a metà del XXI secolo, la curva dello sviluppo tecnologico è schizzata verso l'alto, come impazzita. Una cosa è certa, il mondo è sull'orlo di un abisso. In una metropoli italiana che stentiamo a riconoscere, violenza e omicidi hanno raggiunto proporzioni inimmaginabili. Per questo esistono uomini come Vincenzo Briganti, investigatore hard-boiled stile classico, con più di un macigno sulla coscienza. E per questo i casi più atroci li affidano a lui, in modo che interroghi i morti. Solo alle vittime puoi strappare il segreto di chi le ha annientate, solo assumendo il BLue-K puoi farlo. Ma non è un gioco per tutti: per giocarlo devi essere necromante della #, la Sezione Investigativa Speciale di Polizia Psicografica Pi-Quadro."

Vi consiglio di sbrigarvi. Gli urania rimangono solo un mese in edicola!

Sezione π² di Giovani De Matteo, Urania 1528 euro 3,90 pagg 311.

Post pubblicato anche sul Leggio

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categoria: libri, fantascienza, connettivismo, x , urania

lunedì, 08 ottobre 2007

Firefly

Firefly  è una bella serie fantascienfica-western. Putroppo è durata solo 15 episodi, per poi terminare in un film proiettato nelle sale "Serenity". Una serie molto bella. E Serenity è, a mia opinione, uno dei più bei film di fantascienza mai visti. Dopo averlo visto il rammarico aumenta. La serie aveva tante di quelle potenzialità inesplorate. Un universo enorme di possibilità, oltre che dei personaggi stupendi!
Ci sono una serie di curiose analogie tra Firefly e Star Trek. Anche per Star Trek, dopo il fallimento della serie, è stato prodotto un film, scaturito poi in una serie di film e di altri telefilm. Potrebbe essere di buon auspicio per Firefly?
fireflyMa non è l'unica curiosa analogia tra Star Trek e Firefly. Firefly è, come era Star Trek (parlo della prima serie, la TOS), una serie ad alto budget, prodotta per il network e non per la syndacation. La differenza tra network e syndacation è la stessa che passa tra Canale 5 e Italia 7 per esempio. Il network è un canale che trasmette in tutto il territorio nazionale in contemporanea. La syndacation è una associazione di tante tv locali. La maggior parte dei telefilm di fantascienza, pur ad alto budget, sono prodotti per le syndacation. Perchè, nonostante ci sia una audience più alta che in italia, è anche vero che fanno meno ascolto dei teleflm "mainstream" siano polizieschi o sit-com. E quindi attirano meno investitori pubblicitari. Se un programma fa bassa audience in syndacation è più tollerabile che non se la stessa audience la facesse su un grosso network. La TOS (The Original Series), la prima serie di Star Trek era prodotta per il network NBC. Il risultato fu che,a causa dei bassi ascolti, Star Trek rischiò di chiudere già alla prima serie. Faticosamente, e in seguito alle proteste degli agguerriti fan, proseguì per altri due anni. Il suo risorgimento avvenne poi negli anni '80 ma questa è un altra storia. La storia si è quindi ripetuta per Firefly. Joss Whedon praticamente ricattò il network FOX per farsi produrre questa serie. Forte del successo di Buffy, voleva realizzare una serie più adulta. E il network lo assecondò. Ma il relativo insuccesso di pubblico fece si che la serie chiudesse al quindicesimo episodio. Nulla poterono le proteste dei soliti agguerriti fan. Per fortuna, poichè Whedon gode comunque di un buon credito, gli venne concesso di realizzare un film per il grande schermo. Tra l'altro il cofanetto in DVD ha invece riscosso un buon successo di vendite. Da un lato il film serviva a  Whedon perchiudere alcune delle sottotrame rimaste aperte. Dall'altra un relativo successo di pubblico avrebbe potuto convincere la Fox a proseguire la serie. Putroppo il film, apprezzatissimo da critica e appassionati, non ha avuto il successo di pubblico sperato.

 

Post pubblicato anche su Pordemovie & Friends

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categoria: recensioni, fantascienza, firefly, tv

sabato, 06 ottobre 2007

Masters of Science Fiction

index_05









Le serie antologiche non sembrano godere di fortuna, almeno di questi tempi. Eppure la storia della  televisione ha precedenti gloriosi in tal senso. La mitica "Ai confini della realtà (The Twilight Zone)" creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson e Ray Bradbury. Andata in onda dal 1959 al 1964. Di questa ci fu anche una seconda serie,trasmessa dal 1985 al 1989, e una terza andata in onda tra il 2002 e il 2003.  Ma anche "Oltre i limiti (The Outer Limits)", trasmessa dal 1963 al 1965, e poi dal 1995 al 2002. Queste due serie avevano la particolarità di non avere un cast fisso. Ma di presentare di volta in volta ambientazioni, personaggi e situazioni diverse. Spaziando dal mistero al fantascientico, e talvolta, all'orrore. Ai confini della realtà è una serie che si caratterizzava da un alto tasso di qualità media. Dovuto agli ottimi sceneggiatori che ci hanno lavorato, nonchè all'inventiva del suo deus ex machina, Rod Serling.
Ma in questi tempi di telefilm spettacolari, sembra che non ci sia spazio per una serie a struttura antologica. Per ragioni di costi magari. Creare scenografie e  costumi e utilizzarli per anni è sicuramente meno costoso di creane di diverse per ogni episodio. Per non parlare del fatto che una serie può basarsi su un numero relativamente ristretto di idee e sfruttarle per decine di episodi. Si pensi a Lost o X-Files. Più complicato, da un punto di vista creativo è avere tante buone idee. Ma la struttura del racconto, almeno dal punto di vista letterario, non è caduta in disuso. Anzi. Accanto a romanzi più o meno lunghi, il racconto ha ancora una sua dignità, e si scrivono racconti di fantascienza di buona qualità. E' una struttura narrativa che è sempre stata congeniale alla fantascienza. Praticamente non esiste scrittore di fantascienza che non si sia cimentato con il racconto. Nel 2006 quindi la ABC mette in cantiere l'idea di una miniserie tratta da racconti di fantascienza di elevata qualità. Inizialmente erano previsti sei episodi. Il produttore Sam Egan realizza la miniserie, avvalendosi della partecipazione di Stephen Hawking  ruolo di presentatore degli episodi. Putroppo poi la miniserie rimane in attesa di essere trasmessa per oltre un anno. Questa estare quindi, in seconda serata, ad agosto, il network trasmette quattro degli originali sei episodi. Ossia:

"A Clean Escape", da un racconto di John Kessel, vincitore del premio Nebula, e diretto da Mark Ridell. Interpretato dal premio Oscar Judy Davis e da Sam Waterstone, rispettivamente nel ruolo di una psichiatra e di un suo paziente. Il paziente è affetto da una strana sindrome che lo porta ad avere una amnesia selettiva, per cui si ricorda solo gli ultimi 40 minuti della sua vita. In uno scenario angosciante, che scopriamo subito apocalittico, la psichiatria ingaggerà un feroce duello psicologico con il suo paziente. Buone premesse, interessante escalation verso la "sorpresa" finale.

"Jerry Was a Man", da un racconto di Robert Heinlein, diretto e sceneggiato da Micheal Tolkin,interpretato da Ann Eche e Malcom McDowell. Una annoiata miliardaria si prende a cuore del destino di un androide del modello "Joe", denominato "Jerry", fino ad ingaggiare una battaglia legale per dimostrare la sua appartenenza al genere "umano". Molto interessante, ironico e spiazzante il finale.

"The awakening", tratto dal racconto "The General Zapped an Angel", di Howard Fast, diretto dal trekkiano Jonathan Frakes. Interpretato da Terry O'Quinn (Locke di Lost)  ed Elisabeth Rohm.  Nel deserto dell'iraq viene trovato il corpo, in apparente animazione sospesa, di un alieno. Racconto dai toni  spielberghiani della prima ora, quando gli E.T. erano buoni e densi di melassa

"The Discarded", tratto da un racconto Harlan Ellison che è anche sceneggiatore dell'episodio, diretto da Michael Petroni e interpretato da Brian Dennehy, John Hurt e James Denton. In un lontano futuro gli esseri umani affetti da un morbo deturpante verranno confinati nello spazio. Ma un giorno una nave dalla terra porta un messaggio. Una richiesta di aiuto che è anche un patto per una nuova vita.  Vale di più per i rapporti tra gli ottimi personaggi e l'atmosfera generale che per il prevedibile finale.

Come vi avevo detto erano previsti altri due episodi. A quanto ne so, sono stati girati ma mai trasmessi.
Questi erano:
"Little Brother". Scritto e sceneggiato da Walter Mosley, diretto da Darnell Martin, interpretato da  Clifton Collins jr e Kimberly Elise.  Racconta di un futuro nel quale la giustizia è amministrata dalle macchine.

"Watchbird". Tratto da un racconto di Robert Schekley per la regia di Harold Becker, ha per protagonisti James Cromwell e Sean Astin.  In questo racconto viene mostrato un mondo del futuro dove esistono degli androidi capaci di prevedere gli omicidi prima che avvengano.

Complessivamente una miniserie di ottimi mezzi. Di alto livello il cast. Qualcosa di diverso dalla solita Sci-Fi (pur apprezzabile) basata solo su scontri stellari e super umani. Peccato che non sembra esserci spazio, negli USA, come nel resto del mondo, per la fantascienza di alto livello.  D'altra parte il relativo insuccesso di ascolti è anche dovuto ad una programmazione assurda. Non so se arriverà mai in italia. La trovate per "mulattiere" e "torrenti". Io la consiglio spassionatamente. E' bello nutrirsi di effetti speciali, ho scritto proprio su questo blog di serie ad alto tasso di spettacolarità. Ma la forza di questa serie è poi quella di tutte le serie antologiche. La forza di buone idee ben raccontate. Non tutti gli episodi mi sono piaciuti, questo è vero. Ma in una serie antologica, come in una "normale", ci può stare.

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